lunedì 20 febbraio | 14:18
pubblicato il 10/nov/2011 08:57

Governo/Bersani:Sì Monti ma con intesa forte,altrimenti si vota

Pd indisponibile a'ribaltini',serve alleanza progressiti-moderati

Governo/Bersani:Sì Monti ma con intesa forte,altrimenti si vota

Roma, 10 nov. (askanews) - Sì a un Governo Monti di larghe intese con un programma e un'alleanza politica chiara per realizzarlo se quello sarà il nome che il Presidente della Repubblica riterrà di incaricare al termine delle sue consultazioni dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi ma no a 'ribaltoni' e 'ribaltini', ovvero governi a maggioranza ristretta e senza un impegno forte del Pdl. Al quale il Pd non è disponibile perchè preferisce "elezioni al più presto" , confidando in questa ipotesi di presentarsi con una "alleanza fra progressisti e moderarti" per risanare e rilanciare il Paese. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani, all'indomani della riunione del vertice del suo partito e a 48 ore dalle consultazioni al Colle sull'esito della legislatura, ha spiegato in due pagine su 'l'Unità', la linea del suo partito. "L'Italia prima di tutto", è lo slogan di Bersani fatto proprio dal quotidiano fondato da Antonio Gramsci. "Non ho la sfera di cristallo - ha detto Bersani- ma quello che posso dire è che noi siamo pronti a fare la nostra parte a sostegno di un governo di transizione che abbia la credibilità necessaria sul piano internazionale per attuare misure eque e far fronte a un' emergenza conclamata". E se è vero che sulla premiership "i nomi spettano al Presidente della Repubblica" ma "penso che debbano essere nomi coerenti con il problema che abbiamo davanti che riguarda il problema economico-finanziario" e "quindi la ricerca va fatta in quella direzione", è altrettatno vero che è opinione del segretario del Pd che la nomina di Mario Monti a senatore a vita ieri da parte del Quirinale è stata una "scelta eccellente". Detto cio', ha ammonito però Bersani, "la nostra proposta non comporta in nessun modo ipotesi di ribaltoni o ricerca di frange di supporto al margine" di una nuova maggioranza. Perchè per avere il sostegno del Pd il governo di transizione "deve vedere un largo coinvolgimento ed un'ampia assunzione di responsabilità". E "le condizioni che noi poniamo sono le stesse che pone la realtà: governo credibile che segni una discontinuità netta". Perchè è ora di dire "basta ai giochetti", E allora, "noi ci siamo e ci stiamo, ma se la destra non ci sta, si dovrà andare alle elezioni subito, di cui certo noi non abbiamo paura". E "come ho detto a San Giovanni" dovranno vedere alleati progressisti e moderati".

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