venerdì 24 febbraio | 21:06
pubblicato il 18/nov/2011 20:09

Governo/A Monti fiducia Camere:Ora sacrifici da chi ha dato meno

Italia torna in 'direttorio' Ue. "E non dite 'stacchiamo spina'"

Governo/A Monti fiducia Camere:Ora sacrifici da chi ha dato meno

Roma, 18 nov. (askanews) - Fiducia piena del Parlamento, dopo il Senato anche alla Camera nessuna defezione sul sostegno al Governo di Mario Monti. Che a Montecitorio annuncia quasi con nonchalance il primo risultato della sua assunzione di responsabilità: consultazioni "permanenti" con Francia e Germania, con il ritorno dell'Italia nel 'direttorio' dei Paesi guida dell'Eurozona già giovedì nella prima riunione a Strasburgo. Sul programma di governo il neo premier tiene invece le carte coperte, salvo assicurare che i sacrifici saranno richiesti "soprattutto a chi finora ha dato meno". Da lunedì si inizierà a fare sul serio: consiglio dei ministri convocato alle 12, ma non per nominare vice ministri e sottosegratari, rebus ancora da sciogliere. E si inizia con l'idea di andare avanti fino al termine della legislatura, perché - sottolinea Monti nella sua prima conferenza stampa dopo il voto della Camera - "un governo che ha ottenuto la fiducia può perderla a discrezione del Parlamento in ogni momento. Ma quello che non avrei accettato, e che pochi hanno chiesto, sarebbe stato accingermi a un compito così difficile con un mandato a termine". Avanti quindi con un consenso ampio, e "atteso", ma reso più forte dal livello del dibattito oggi che per Monti incoraggia e indica l'inizio di un'era di disarmo, di un "clima nuovo". Mandato non a termine dunque, concetto ribadito oggi dal premier che, con ironia 'british', chiede di non considerare il governo come un apparecchio tecnico cui "staccare la spina": espressione attribuita nei giorni scorsi a Silvio Berlusconi, oggi in qualche modo smentita dall'ex premier. "Se si potesse esprimere questo concetto di profonda dipendenza dal Parlamento con espressioni diverse da quella di 'staccare la spina', ve ne sarei grato, perchè non ci consideriamo un apparecchio elettrico. E poi sarei incerto se siamo un rasoio o un polmone artificiale...". Due apparecchi scelti non a caso, visto che poi il premier spiegherà che 'staccare la spina' comprometterebbe soprattutto gli stessi partiti che decidessero di farlo: "Se noi faremo un buon lavoro forse dovrete tenere conto di quali conseguenze ci saranno sulla fiducia dei cittadini in voi". Monti ribadisce lo spirito del suo Governo di impegno nazionale, respinge con maggiore durezza di ieri le ventilate accuse di aver a suo sostegno i poteri forti, "è offensivo", ma si dice anche "indignato" da chi "punta il dito contro la classe politica". Perché se gli obiettivi del Governo sono quelli di impostare un cambiamento, di mirare su rigore e crescita anche con sacrifici, bisogna anche aumentare la "credibilità delle istituzioni presso i cittadini". Quello che ora serve è una deposizione delle armi per "favorire" l'accettazione di scelte che saranno anche "non gradevoli", il governo cercherà sempre il massimo consenso anche con le parti sociali, se e quando possibile anche "preventivo" sulle misure da adottare. La politica per il premier conserva il suo primato, la fiducia ottenuta non è certo considerata in bianco, non "cieca ma vigilante". Visione di cui Monti ha voluto dare dimostrazione anche visiva oggi, andando verso i banchi del Pdl per salutare il segretario Angelino Alfano; ringraziando Massimo Donadi per il sostegno Idv che pure vorrà valutare sui singoli provvedimenti; e verbale, riconoscendo a Berlusconi il senso di "responsabilità istituzionale", garantendo alla Lega che attuazione del federalismo e coesione territoriale non sono in contraddizione. Nel calendario, il primo Consiglio dei ministri, lunedì: non sarà sui sottosegretari, lì si apre una trattativa che coinvolgerà probabilmente i partiti che sostengono il governo, ma per un dlgs su Roma capitale. Arriveranno poi le misure, su cui il premier tiene per ora il riserbo, salvo accennare ad un "pacchetto organico" che distribuisca da subito tra tutti la partecipazione ai sacrifici necessari, che comunque, "si tratti di fiscalità, o di ammodernamento e rinuncia ai privilegi", saranno richiesti "soprattutto alle categorie che finora meno hanno dato in termini di contributo al risanamento e all'ammodernamento". Poi l'agenda europea: martedì a Bruxelles per presentare a Van Rompuy il piano di riforme, giovedì a Strasburgo per un incontro a tre con Sarkozy e Merkel che segna la prima forte novità sul piano del possibile ruolo dell'Italia sulla scena europea, anche per le modalità con cui è nato: chiesto, dice Monti, dal presidente francese e dalla cancelliera per dare un "contributo permanente" per affrontare temi rilevanti sull'Eurozona.

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