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pubblicato il 28/lug/2011 21:21

Governo/ Veti incrociati su Belcastro, la sua nomina è un giallo

Cdm straordinario per uomo a Interno, ma è dirottato ad Ambiente

Governo/ Veti incrociati su Belcastro, la sua nomina è un giallo

Roma, 28 lug. (askanews) - A sentire ambienti di governo, quando Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano si incontrano al Colle è il capo dello Stato in persona a sollecitare al Cavaliere una rapida scelta per riempire al più presto la casella di sottosegretario all'Interno, lasciata vacante da Nitto Palma. Quando Elio Belcastro atterra in Calabria, un'ora dopo, una telefonata da Palazzo Chigi lo informa dell'imminente nomina, forse a sottosegretario all'Ambiente. Quando infine il Consiglio dei ministri si riunisce alle 19 a Palazzo Chigi, viene scartato l'upgrade del deputato responsabile al Viminale e si decide di riempire la casella del dicastero di Stefania Prestigiacomo. Resta il giallo di un Cdm straordinario convocato per nominare un sottosegretario: una riunione di governo che si è protratta per oltre un'ora con l'obiettivo di riempire la casella dell'Interno (e per attribuire le deleghe al neo ministro Bernini), ma che si è conclusa lasciando vacante la casella del ministero di Roberto Maroni. Da alcuni esponenti dell'esecutivo e da ambienti leghisti - riferiscono dalla maggioranza - sarebbe arrivato lo stop alla nomina di Belcastro al Viminale. L'ipotesi, vagliata nel corso di una riunione di governo insolitamente lunga (considerando che si trattava della seconda della giornata), è poi tramontata dopo un'ora in cui si sono diffuse notizie parziali e incontrollate. L'ultima parola è spettata al comunicato ufficiale, nella quale si è sancita l'ascesa di Belcastro all'Ambiente. Il deputato calabrese affiancherà Gianpiero Catone, già deputato Pdl, poi passato a Fli e rientrato infine in maggioranza alla vigilia del voto di fiducia del 14 dicembre. Se la nomina di Belcastro si è tinta di giallo, quella (mancata) di Nunzia De Girolamo ha invece avuto il potere di smuovere le già agitate acque del Pdl. "E allora se fanno lei io me ne vado con Casini...", raccontano che abbia gridato alla Camera Roberto Speciale ieri, quando l'indiscrezione di una promozione della deputata beneventana circolava forte. La rivolta era partita, tanto che diversi parlamentari - riferiscono fonti pidielline - hanno varcato la porta dello studio del capogruppo Fabrizio Cicchitto. Sembra che Cicchitto abbia addirittura chiamato Silvio Berlusconi per verificare l'attendibilità della notizia e ne abbia ricevuto risposta negativa. Dallo scajoliano Paolo Russo alla campana Alessandra Mussolini, passando per alcuni ex An, in diversi hanno provato a stoppare la nomina. Lei, interpellata, si limita a dire: "Forse sono giudicata liberamente 'irresponsabile'? Avevo già ribadito che era una sciocchezza di cui non sapevo assolutamente nulla. Poi evidentemente qualcuno, visto quanto mi dice, - aggiunge sorridendo - mi giudica irresponsabile...".

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