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pubblicato il 24/set/2013 08:34

Governo: verifica sulla legge di stabilita', l'avvertimento di Letta

Governo: verifica sulla legge di stabilita', l'avvertimento di Letta

(ASCA) - Roma, 24 set - ''La legge di stabilita' conterra' un vero e proprio patto politico fino a tutto il 2014. I documenti di Confindustria e sindacati ne formeranno parte integrante''. Lo annuncia Enrico Letta dal Canada, nella conferenza stampa che segue il suo incontro con il premier Stephen Harper a Ottawa: ''Sono convinto che Confindustria e sindacati faranno parte di un lavoro comune. Ci siamo parlati e ci parleremo prima della legge di stabilita'''. Il presidente del Consiglio, che domani parlera' nella sede delle Nazioni Unite a New York, ritiene che la verifica politica della sua maggioranza avverra' in occasione della messa a punto della legge di stabilita', quando si dovra' decidere come perseguire gli obiettivi di crescita e occupazione tentando di riportare sotto controllo al 3% il rapporto tra deficit e Pil come chiedono le clausole europee. Avverte Letta: ''La legge di stabilita' sara' il passaggio chiave, il momento in cui chiameremo la coalizione ad assumersi gli impegni per il futuro''. ''Sono assolutamente convinto che supereremo gli ostacoli e le fibrillazioni di questi giorni''. Il presidente del Consiglio coglie l' occasione per difendere dalle critiche Fabrizio Saccomanni, ministro dell'Economia, che domenica scorsa aveva dichiarato polemicamente: ''Credo sia arrivato il momento per fare un dibattito sereno e pacato sui conti dello Stato. Gli italiani credo meritino di sapere esattamente come stanno le cose''. Il premier - che non prevede crisi della maggioranza - conferma l'accordo tra palazzo Chigi, Quirinale e Banca d'Italia sull'esigenza che le scelte di politica economica siano compatibili con le indicazioni europee: quindi occorre che lo sforamento del deficit al 3,1% torni al piu' presto sotto controllo. Letta parla anche del risultato delle elezioni tedesche: ''E' un fatto positivo per l'Europa, ma anche un fatto positivo per l'Italia, che in Germania si vada verso un governo di grande coalizione. Forse in Italia si capira' che quando i risultati elettorali sono tali da obbligare a una grande coalizione, bisogna farsene una ragione''. Il presidente Giorgio Napolitano, inaugurando l'anno scolastico con un l'incontro con 3 mila studenti al Quirinale, conferma il suo sostegno al governo di larghe intese: ''La politica non sprechi questo momento piu' favorevole nel quale dobbiamo fare tutti la nostra parte per far crescere i semi che appaiono per un miglioramento e cambiamento positivo della nostra situazione''. Il Capo dello Stato incoraggia l' azione dell'esecutivo guidato Letta: ''La politica faccia, attraverso il governo e il Parlamento, la sua parte procedendo senza incertezze e tantomeno rotture, nel compiere le azioni necessarie''. Le parole dal Canada del presidente del Consiglio sono anche una risposta all'allarme lanciato da Susanna Camusso, segretaria della Cgil, che proprio ieri ha annunciato: ''La legge di stabilita' deve portare un taglio della tassazione su stipendi e pensioni, altrimenti saremo costretti a riaprire una nuova stagione di mobilitazione unitaria con Cisl e Uil''. La leader della Cgil precisa: ''Il dibattito attuale non ci convince. Stiamo galleggiando. Non ci si sta confrontando con il profilo del Paese e con le reali necessita' dei cittadini. Non si aggredisce il nodo fondamentale che e' l'ingiusta distribuzione del reddito''. La ripresa di conflittualita' tra sindacati e palazzo Chigi non aiuterebbe la navigazione del governo. Preoccupazioni sull'andamento dell'economia sono state manifestate pure da Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: ''Concentrare gli sforzi sul congelamento dell'Iva (che dovrebbe non e' la cosa prioritaria. Da tempo stiamo chiedendo ad alta voce, con tutta la nostra forza, il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione e un intervento deciso sul cuneo fiscale. Questo darebbe una spinta maggiore per far ripartire l'economia''. Sostegno al governo arriva dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella sua prolusione al Consiglio episcopale permanente: ''Ogni atto irresponsabile, da qualunque parte provenga, passera' al giudizio della storia. Grande impegno viene profuso dai responsabili della cosa pubblica, ma i proclamati segnali di ripresa non sembrano dare, finora, frutti concreti sul piano dell'occupazione che e' il primo, urgentissimo obiettivo''. Conclude Bagnasco: ''L'ora esige una sempre piu' intensa e stabile concentrazione di energie, di collaborazioni, di sforzi congiunti senza distrazioni, notte e giorno''. L'auspicio, ricordando le parole di Papa Francesco a Cagliari di domenica scorsa, e' quella di ''risultati sensibili per chi vive l'ansia del lavoro''. gar/cam

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