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pubblicato il 11/giu/2013 13:10

Governo: Veltroni, decidere le cose da fare poi tornre al voto

Governo: Veltroni, decidere le cose da fare poi tornre al voto

+++Si' al semipresidenzialismo alla francese e elezioni a doppio turno+++.

(ASCA) - Roma, 11 giu - ''I tempi del governo non sono illimitati: si decidano le cose da fare e le si facciano rapidamente. Provvedimenti su lavoro ed economia, le necessarie riforme istituzionali e la legge elettorale. Poi si torni davanti agli elettori avanzando proposte diverse, idee diverse per il futuro dell'Italia''. Lo dice Walter Veltroni in una lunga intervista pubblicata sul numero di giugno del magazine free press Pocket. ''Ho detto -spiega Veltroni- che la natura di questo governo e' e resta di emergenza. Si e' determinata con quanto e' successo nei giorni dell'elezione del Capo dello Stato una situazione di necessita': andava fatto un governo per affrontare l'emergenza con un programma preciso. Andare oltre, cercare di far diventare le 'larghe intese' un fatto permanente e' sbagliato e regala spazio alla protesta. Forze alternative, governi dell'alternanza: questa e' la normalita' democratica, magari lasciandoci alle spalle gli anni del berlusconismo e dell'antiberlusconismo, chiedendo agli italiani di dare per la prima volta a questo Paese una maggioranza riformista''.

Per quanto riguarda il problema delle riforme, secondo Veltroni ''c'e' bisogno di ripensare assetti istituzionali e di guardare al semipresidenzialismo alla francese con elezioni a doppio turno. Comprendo i timori di molti elettori di sinistra che hanno una lontana radice nella storia d'Italia, ma credo siano infondati: la Francia ha una democrazia solida e non ha mai temuto lo strapotere personale di nessun presidente''. ''I fenomeni demagogici che abbiano il volto della destra o della protesta di Grillo non derivano da un eccesso di governo, ma da un suo difetto. Calamandrei individuava questo rischio gia' ai tempi della Costituente e con lo sguardo dell'oggi dobbiamo dire che aveva ragione. Ovviamente -conclude Veltroni- ad un rafforzamento del ruolo del presidente va affiancata una serie di contrappesi e soprattutto va fatta una seria legge sul conflitto di interessi''.

com-min

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