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pubblicato il 16/mar/2015 20:39

Governo vara falso in bilancio,norme anticorruzione si sbloccano

Renzi:combattiamo con fatti,Grasso:alleluia.Cantone da Mattarella

Governo vara falso in bilancio,norme anticorruzione si sbloccano

Roma, 16 mar. (askanews) - Nel giorno del nuovo scandalo per tangenti pagate per le opere pubbliche la nuova legge anti-corruzione bloccata in Senato ribatte un colpo: il governo ha presentato la sua proposta sul reato di falso in bilancio. Che ha raccolto l' attenzione da parte di tutti i vertici istituzionali, dal presidente del Consiglio Matteo Renzi al ministro della Giustizia fino al presidente della Repubblica, seppure non direttamente coinvolto nella vicenda.

La commissione Giustizia del Senato ha ripreso l'esame degli emendamenti al ddl anticorruzione con attenzione alle proposte di modifica del governo. Al di là delle modifiche presentate dall'esecutivo e che comunque dovranno essere esaminate, c'è da registrare, sia pure a volte non dichiarata esplicitamente, la soddisfazione da parte delle istituzioni per l'iter che il provvedimento sta seguendo. Su tutti il commento del ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha sottolineato come ci siano "tutte le condizioni per rispettare i tempi per l'arrivo in aula del testo. Un testo equilibrato, efficace e incisivo - ha aggiunto - un testo che colma le lacune e che può mordere il fenomeno della corruzione".

Il commento del presidente del Senato Pietro Grasso è addirittura al limite del religioso: "Alleluia, alleluia - ha detto - finalmente c'è una buona notizia, il famoso emendamento sul falso in bilancio è stato presentato". Non poteva mancare il Tweet del presidente del Consiglio Matteo Renzi che non ha evitato di dire che "contro corruzione proposte governo: pene aumentate e prescrizione raddoppiata. E l'autorità oggi è legge con presidente Cantone". E non è evidentemente a caso il coinvolgimento oggi di Raffaele Cantone, ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un incontro che potrebbe inserirsi non a caso con l'esame del provvedimento anticorruzione al Senato. Il capo dello Stato ovviamente non può e non vuole intervenire, come da mandato costituzionale e consuetudine, sulle vicende parlamentari ma non può essere letto come un caso il colloquio di questa mattina al Quirinale con Cantone.

Ma sui tempi dell'approdo in aula del ddl anticorruzione resta l'incertezza. Grasso aveva assicurato l'ok entro la settimana. Il presidente della commissione Giustizia Fi Francesco Nitto Palma parla della prossima. Domani alle 13 la conferenza dei capigruppo dovrebbe chiarirre. "Nessuni pensi di ritardare di nuovo il voto del Senato", hanno avvvertito i Cinque Stelle.

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