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pubblicato il 07/nov/2011 21:39

Governo/ Terzo Polo tratta e pensa a ticket Monti-Letta

Premier per ora resiste, convinto Colle non permetterà ribaltone

Governo/ Terzo Polo tratta e pensa a ticket Monti-Letta

Roma, 7 nov. (askanews) - Il nome circola insistente, 'strattonato' almeno quanto invocato da almeno 48 ore. E' quello di Gianni Letta, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, per ora in panchina nella delicata trattativa per stabilire chi terrà in mano i comandi di palazzo Chigi. Per il momento Silvio Berlusconi sembra non arretrare di un millimetro, ma la trattativa sotterranea per sondare la 'soluzione Gianni' è proseguita per l'intera giornata. Il Terzo Polo, riferiscono diverse fonti, ha sondato ambasciatori del governo per recapitare al premier un messaggio: fatti da parte, lascia spazio al tuo sottosegretario. Eppure, al momento, la risposta del premier non sarebbe stata positiva (così come, secondo alcuni, quella di Letta) e farebbe leva - secondo fonti di governo - anche su un punto considerato ormai acquisito: il Colle non consentirà la nascita di un governo tacciabile di 'ribaltonismo'. Per questo, ambienti istituzionali e i principali partiti hanno sondato la possibilità di un esecutivo guidato da Mario Monti, con Gianni Letta nel ruolo di vicepremier, ma anche di garante del Cavaliere. Di questo avrebbero ragionato i leader del Terzo Polo stasera alla Camera, così come in ambienti del Pd. Eppure manca sempre il via libera più importante, quello di Silvio Berlusconi. La posizione del Cavaliere trarrebbe forza da alcune rassicurazioni che gli avrebbero fornito alcuni big del Pdl: il Colle - avrebbero giurato - non è disposto a mettere la faccia su un governo del 'ribaltone', che nasca senza il concorso del Pdl. Insomma, secondo fonti di maggioranza non basterebbero 20 o 30 malpancisti a dar vita a un esecutivo diverso dall'attuale. A sera, i leader del Terzo Polo avrebbero iniziato ogni ragionamento partendo da un presupposto: il Quirinale darà il via libera a un nuovo governo solo in caso di impegno diretto di gran parte dei principali partiti dell'arco parlamentare. Anche se è ovvio che uno smottamento di ampissime proporzioni nel Pdl - che coinvolga ad esempio un centinaio di parlamentari pidiellini - porterebbe per stessa ammissione di alcuni esponenti della maggioranza alla nascita di un nuovo governo, indipendentemente dal volere del Cavaliere.

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