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pubblicato il 12/mar/2014 09:59

Governo: taglio tasse, lavoro e crescita. Il piano-Renzi al primo esame

Governo: taglio tasse, lavoro e crescita. Il piano-Renzi al primo esame

(ASCA) - Roma, 12 mar 2014 - ''Faremo la piu' impressionante operazione politica mai fatta a sinistra di recupero di potere d'acquisto per chi non ce la fa. Su questo tema ci giochiamo tutto, non sulle alchimie interne. La sinistra e' dove si combatte la poverta', non dove sta Rosy Bindi'', afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi in un colloquio con Repubblica facendo riferimento alle misure, fra l'altro di riduzione delle tasse, che saranno esaminate oggi dal Consiglio dei Ministri. Renzi assicura che ''abbiamo recuperato 20 miliardi, ma ne utilizziamo 10''. Dire quindi che i soldi non ci sono ''e' una barzelletta''. Il problema, per il premier, e' che ''ci siamo trovati dinanzi il potere dei tecnocrati. Non parlo di Padoan'' ma ''di certa tecnocrazia. Solo che ora si sono trovati due sindaci come me e Delrio che sanno come vanno queste cose e certe furbizie non le possono fare. Il gioco delle tre carte e' finito''. E cosi' oggi alle 16 a Palazzo Chigi e' atteso un Consiglio dei ministri particolarmente ricco di provvedimenti, in particolare quello che dovrebbe contenere il Jobs Act, per il quale, ad ora, Renzi ha enunciato solamente i titoli. Certa sembra la determinazione a introdurre un nuovo contratto di lavoro a tutele crescenti, probabilmente per giovani e disoccupati, con il congelamento per tre anni delle tutele previste dall'articolo 18, compensato dagli indennizzi. Proprio ieri il viceministro all'Economia, Enrico Morando, ha fatto sapere che sul tema dei contratti il dialogo con i sindacati e' aperto, ma, se vorranno qualcosa, dovranno dare qualcosa in cambio. Sono attese anche nuove norme sugli ammortizzatori sociali (con la possibile unione di Aspi e mini Aspi e il superamento della Cig in deroga), sull'apprendistato, sui contratti a tempo determinato e la nascita di un sussidio di disoccupazione universale. Il Cdm odierno probabilmente dara' invece il via solamente alla discussione sul taglio del cuneo fiscale, mentre il provvedimento potrebbe arrivare nel Consiglio dei ministri successivo. La disputa se destinare gli annunciati 10 miliardi al taglio dell'Irap o a quello dell'Irpef, vede la prevalenza dell'orientamento di Renzi verso la seconda ipotesi, che andrebbe a favorire i lavoratori con i redditi piu' bassi, con aumenti in busta paga pari a 80-100 mensili. Gli imprenditori sarebbero 'compensati' con un nuovo decreto per i pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione, una serie di semplificazione e l'assicurazione che per il 2015 le risorse che potranno essere reperite saranno destinate alla riduzione dell'Irap. Il taglio dell'Irpef potrebbe avvenire in diverse tranche e le coperture, come dichiarato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, dovrebbero essere reperite in maniera permanente con i risultati della spending review, per 5 miliardi, e con entrate una tantum. Tornando al decreto per i pagamenti dei debiti della P.A. nei confronti delle imprese, dovrebbe essere impressa un'accelerazione per i 20 miliardi gia' previsti attraverso il coinvolgimento di banche e Cassa depositi e prestiti, dovrebbero avere spazio le compensazioni tra debiti e crediti e l'utilizzazione della fatturazione elettronica. Secondo quanto annunciato da Morando prenderanno vita anche norme che evitino in futuro un nuovo accumulo di debiti abnorme come avvenuto sino ad ora. E' previsto inoltre che il Consiglio dei ministri approvi anche il decreto per l'emergenza casa. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, fa sapere che il provvedimento conterra' interventi per 1,6 miliardi di euro. Secondo la bozza circolata oggi ci sara' una riduzione della cedolare secca per i canoni concordati dal 15 al 10%, 240 milioni in 7 anni per il fondo dedicato alla morosita' incolpevole, 200 milioni per il Fondo affitti in 2 anni, un aumento delle agevolazioni fiscali per le famiglie a basso reddito, il recupero di 68.000 alloggi pubblici in quattro anni e un piano di dismissioni degli alloggi di edilizia pubblica. Saranno infine sbloccati Sbloccati 2 miliardi e mezzo da destinare all'edilizia scolastica. Per il Consiglio dei ministri che dovrebbe avere luogo oggi, infine, c'e' anche un'ipotesi di uno slittamento a domani: gli impegni all'Ecofin, a Bruxelles, stanno tenendo lontano da Roma il ministro Padoan, il quale ieri sera avrebbe dovuto avere un incontro con i ministri competenti per le norme da varare, e quindi i testi dei provvedimenti piu' attesi non avrebbero ancora assunto la loro forma definitiva. int fdv

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