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pubblicato il 08/giu/2011 05:10

Governo/ Su proposta legge ministeri a Nord si riapre lo scontro

A Pontida raccolta firme. Polverini e opposizioni: inaccettabile

Governo/ Su proposta legge ministeri a Nord si riapre lo scontro

Roma, 8 giu. (askanews) - All'indomani del vertice Bossi-Berlusconi ad Arcore sul governo, la Lega passa alle vie di fatto sul progetto di trasferire alcuni ministeri al Nord e avvia l'iter per presentare una proposta di legge popolare in Parlamento. Il progetto di legge si chiama "Territorializzazione dei ministeri e delle altre amministrazioni centrali" ed è stato depositato all'ufficio centrale elettorale della Cassazione. A presentare la richiesta è stato il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. La raccolta firme partirà da Pontida, il 19 giugno: obiettivo, 50mila nomi, quanti ne servono pre presentare la Pdl. L'iniziativa del coordinatore delle segreterie del Carroccio ha però riaperto lo scontro nella maggioranza. A guidare il fronte del 'no' al trasferimento di alcuni ministerio al Nord si è posta subito dopo l'annuncio di Calderoli la Governatrice Pdl del Lazio Renata Polverini, chiamando a raccolta "tutti i parlamentari del Lazio affinchè facciano sentire la loro voce". Quasi un preannuncio di quanto, prima del ballottaggio delle amministrative aveva chiesto il sindaco di Roma Gianni Alemanno: un voto bipartisan del Parlamento contro il decentramento da Roma delle sedi del Governo, sulla falsariga di quanto già da lui fatto approvare dal Campidoglio. "L'iniziativa del ministro Calderoli - ha commentato oggi Polverini- è inaccettabile, un affronto alla Capitale dove i ministeri hanno sede da sempre", anche perchè progetti come questo "alimentano le divisioni" e sono contrari "a quel federalismo che ci vede tutti impegnati". Sulla stessa linea il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti (Pd). "Ora è ufficiale - ha detto sul deposito della pdl popolare Calderoli in Cassazione- che il Governo Berlusconi vuole portare via da Roma i Ministeri. Il fatto ancora più grave è che inizia una raccolta di firme che avrà, inevitabilmente, un sapore di discriminazione verso i cittadini del nostro territorio. A questo punto chiedo a tutti i parlamentari di Roma e del Lazio di associarsi alla richiesta di dimissioni di questo Governo che a Roma ha promesso tanto e invece ora finisce per togliere quello che abbiamo da sempre come Capitale del Paese". Anche Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, ha attaccato il progetto leghista. "Il nostro paese è bloccato da un enorme debito pubblico provocato da due fattori: dal 60% di tasse che non entrano nelle casse dello Stato perchè c'è una miriade di evasori e a causa degli sprechi, tanti soldi buttati via, come i 300 milioni di euro per fare i referendum in una data diversa dalle amministrative e per i trasferimenti dei ministeri da Roma a Milano. Sprechi enormi che rendono non credibile l'azione del governo in campo economico". Non meno dura la capogruppo del Pd in Senato, Anna Finocchiaro: "La proposta, sulla quale nel merito stendiamo un pietoso velo, di portare alcuni ministeri al Nord dimostra che la Lega annaspa in mare aperto insieme a tutta la maggioranza. Calderoli e i suoi amici non hanno capito che gli spot in salsa 'fintofederalista' non bastano più agli elettori della lega che sempre più a fatica, come il voto amministrativo dimostra, sono a loro agio dentro questa maggioranza". L'Udc, per parte sua, ironizza, su rilancio e tenuta della maggioranza Pdl-Lega assicurati solo ieri dal centrodestra dopo il vertice di Arcore. "Se la svolta che gli italiani aspettavano dal Governo dopo la batosta delle amministrative si concretizza in un nuovo spreco di denaro pubblico, con l'apertura di uffici di rappresentanza dei ministeri al Nord, c'è veramente da mettersi le mani nei capelli. Evidentemente il Pdl non vuole o non può affrontare seriamente le questioni che stanno a cuore agli italiani", ha affermato il portavoce del partito di Casini Antonio De Poli.

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