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pubblicato il 19/lug/2011 05:15

Governo/ Stallo sul rimpasto, congelate le dimissioni di Alfano

Berlusconi a Napolitano: Governo solido. E poi vede la Lega

Governo/ Stallo sul rimpasto, congelate le dimissioni di Alfano

Roma, 19 lug. (askanews) - La battuta che circola è che non sia stato trovato un sostituto "all'altezza". Fatto sta che le dimissioni di Angelino Alfano da Guardasigilli sono state ancora una volta congelate, dopo l'incontro ieri tra Silvio Berlusconi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Uno stop che blocca anche un'altra partita potenzialmente decisiva per il governo, ovvero la sostituzione di Marco Reguzzoni come capogruppo leghista alla Camera: non gradito ai 'maroniani' che sono la maggioranza larga del gruppo, la permanenza di Reguzzoni rischia di far proseguire le fibrillazioni interne con le ripercussioni sull'esecutivo, a cominciare dal voto sull'arresto di Alfonso Papa previsto per domani. La versione 'ufficiosa' è che il momento di grave crisi economica sconsiglia movimenti rilevanti all'interno del governo. Un'osservazione sollevata anche da Napolitano. Quella 'velenosa' fa riferimento al nome che sembrava in pole position per sostituire Alfano, ovvero Renato Brunetta. In realtà, al Colle Berlusconi è salito con una rosa ampia: tanto ampia (oltre al titolare della Funzione pubblica, anche Frattini, Nitto Palma, Bruno, La Loggia, Bernini) da non indicare il vero prescelto. Insomma, per il nuovo Guardasigilli bisognerà aspettare, probabilmente tutta l'estate. E dunque dovrà aspettare anche Alfano, che invece vorrebbe al più presto assumere pienamente il ruolo di segretario del Pdl. Una situazione che fa dire a qualcuno nel partito che sia proprio questo il motivo del temporeggiare, ovvero la riluttanza di Berlusconi a far spiccare definitivamente il volo al segretario in pectore: il primo passo, è il ragionamento, dell'uscita di scena del premier. In ogni caso, Alfano oggi incontrerà i dipendenti di via dell'Umiltà, poi domani i coordinatori regionali del partito: tutte tappe d'avvicinamento all'assunzione piena di responsabilità. Ma oltre ai problemi interni al Pdl, lo stop al rimpasto rischia di complicare anche la situazione della Lega, e di conseguenza quella del governo. Il gruppo della Camera da mesi è spaccato: da un lato il presidente con i suoi 10 fedelissimi; dall'altro i quasi 50 'maroniani', che da tempo tentano di spezzare il 'cercio magico' che circonda Umberto Bossi. Proprio la possibile collocazione di Reguzzoni al governo sarebbe stata la 'quadra', con i 'ribelli' che vorrebbero insediare Giacomo Stucchi alla guida del gruppo già in settimana. Ma ora la situazione rischia di esplodere già domani, nel delicato voto sull'arresto del deputato pidiellino Papa: le continue oscillazioni di Bossi sull'argomento (prima "in galera", poi cauto, poi di nuovo favorevole all'arresto) potrebbero sfociare in una sorta di libertà di coscienza, che sommata al voto segreto potrebbe determinare il via libera alle manette.

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