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pubblicato il 02/ott/2013 17:18

Governo: soddisfazione e mugugni Pd. Renzi prepara documento Congresso

Governo: soddisfazione e mugugni Pd. Renzi prepara documento Congresso

(ASCA) - Roma, 2 ott - C'e' fermento nelle fila piddine, malgrado la formalizzazione della rottura del Pdl che dovrebbe portare alla nascita di due gruppi parlamentari autonomi al Senato e alla Camera.

I renziani prendono tempo, Gianni Cuperlo si aggira con la faccia scura nel Transatlantico di Montecitorio, salta la possibilita' di un accordo tra lui e Renzi che avrebbe potuto portare il primo alla segreteria del Pd e il secondo a palazzo Chigi, in caso di elezioni anticipate. Di posti liberi, chissa' fino a quando, ne rimane uno solo: quello da segretario del Pd. Oggi Renzi non ha voluto commentare quanto stava accadendo al Senato e alla Camera, ha preferito dedicarsi all'inaugurazione di vari lotti di case popolari a Firenze. Ieri, quando ha incontrato Letta a palazzo Chigi, gli ha promesso sostegno leale. L'esito del voto sulla fiducia chiesto da Enrico Letta, con il si' a sorpresa di Silvio Berlusconi al Senato, allontana lo spettro della fine anticipata della legislatura.

Il premier puo' guardare con maggiore fiducia al semestre di presidenza italiana dell'Unione europea che terminera' a fine 2014. ''Il problema di che cosa fara' Matteo Renzi oggi passa in secondo piano. Berlusconi ha cercato di frenare la frana per rendere meno chiaro il passaggio politico che lo vede in difficolta'. Noi intanto puntiamo al Congresso'', dichiara Lorenzo Guerini, che per l'area renziana si occupa dei preparativi del Congresso del Pd. I piu' soddifatti sono gli ex Dc della componente AreaDem che fa riferimento a Dario Franceschini, anche se avrebbero preferito un voto diverso da parte di Berlusconi. Tra le fila degli ex DS c'e' infatti preoccupazione per il consolidamento del profilo politico di Letta e per il nuovo problema di dover contrattare il programma di governo con gli ex Pdl che hanno seguito Angelino Alfano. Tutto questo senza essersi liberati dall'abbraccio di Berlusconi, che nel momento in cui tocchera' all'Aula del Senato votare sulla decadenza vedra' ricompattarsi con lui quanti oggi gli voltano le spalle. Si va dall'entusiamo di Gianclaudio Bressa(''E' nata una nuova maggioranza che consentira' all'Italia di essere protagonista nel semestre europeo durante la sua presidenza''), al mettere le mani avanti di Luigi Zanda, capogruppo al Senato: ''Berlusconi vuole nascondere una sconfitta politica che e' chiara e netta davanti agli italiani. Si formatta in realta' una nuova maggioranza politica, indipendentemente da tutte le operazioni tattiche e furbette''.

Pino Pisicchio, capogruppo del Misto ed esponente di Centro democratico, deputato di lungo corso, sostiene che da oggi ''nulla sara' come prima e di sicuro Letta ha lanciato anche una Opa sul prossimo congresso''. Commenta Guerini: ''Non credo che Letta prendera' posizioni di parte nel Congresso. Ha annunciato che rimarra' neutrale e ha formalizzato questa posizione in una lettera inviata a 'l'Unita'' e a 'Europa'. Anche domenica scorsa, intervistato da Fabio Fazio, ha confermato questa posizione''.

Il consolidamento della premiership di Letta allontana lo spettro delle elezioni anticipate e riaccende i riflettori sul Congresso del Pd e sulle concomitanti primarie. La prossima scadenza e' l'11 ottobre, quando si ufficializzeranno le candidature alla segreteria di Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Pippo Civati. E' in quel momento che ogni candidato presentera' la propria piattaforma politica. Renzi - annunciano i suoi sostenitori - affrontera' nel suo documento pure i temi della forma partito e del superamento dei suoi meccanismi piu' tradizionali, specificando che ''ancora una volta si dimostra che avevano sbagliato quanti chiedevano di rinviare il Congresso''.

gar/vlm

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