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pubblicato il 19/nov/2011 05:10

Governo/ Si complica partita sottosegretari, Monti: Non lunedì

Premier attende 'suggerimenti', partiti potrebbero portare 'rose'

Governo/ Si complica partita sottosegretari, Monti: Non lunedì

Roma, 19 nov. (askanews) - Che la partita sia ancora tutta da giocare, lo ha certificato ieri Mario Monti in conferenza stampa, precisando sua sponte che il Consiglio dei Ministri convocato per lunedì non sarà quello in cui verranno nominati vice ministri e sottosegretari. Perchè le trattative tra il premier e i partiti che lo sostengono proseguiranno, per cercare di capire come dipanare la questione. E che i giochi siano ancora aperti, lo dimostrano anche la presenza e l'attivismo - in questi giorni nei palazzi della politica - di ex parlamentari, ex presidenti di enti, ex sottosegretari. L'unica certezza, ormai acquisita da giorni, è che non saranno politici. Ma sul resto - numeri, profili, colorazione politica - c'è ancora da lavorare, prima che a Monti arrivino i "suggerimenti" attesi: l'importante - dice il premier in conferenza stampa - è che si rispettino i criteri di "sobrietà e competenza". Innanzitutto, spiega un parlamentare che sta seguendo la partita, bisognerà capire "quanti nomi dovrà indicare ciascun gruppo". In secondo luogo, "quali caselle toccheranno". E poi, bisognerà confrontarsi con i vari ministri, "perchè non possiamo pensare che personalità di questa caratura accettino a scatola chiusa il nome che gli indicheremo". Anzi, "qualche ministro, tipo Passera, ha già fatto sapere che si porterà 'suoi' sottosegretari". Insomma, tutto ancora in alto mare, anche se nei vari gruppi c'è la certezza che "per la fine della prossima settimana tutto dovrà essere definito". Un possibile metodo per arrivare alla soluzione potrebbe essere quello avanzato da un altro dei coinvolti: "Capiti quanti nomi ciascun gruppo dovrà indicare, potremmo avanzare una rosa all'interno della quale i ministri sceglieranno persone di loro gradimento e fiducia". Ma su come sarà composta la 'rosa', ogni gruppo dovrebbe regolarsi con criteri propri e autonomi, fermo restando che la preoccupazione principale è quella di individuare figure "in grado di muoversi con agilità nelle procedure parlamentari e nelle logiche della politica". Dal Terzo Polo fanno sapere che non intendono 'nascondersi': "Forniremo nomi di alto profilo ma facilmente individuabili come area di riferimento". Anche dal Pd si pensa ad ex parlamentari con competenze specifiche. Più cauto il Pdl: "Per quanto ci riguarda, meno ci mettiamo la faccia meglio è...". Si pensa dunque a "funzionari di Camera o Senato, o persone che i nostri ex ministri magari hanno conosciuto e apprezzato nei ministeri".

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