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pubblicato il 01/nov/2011 05:10

Governo/ Settimana soft in Parlamento ma numeri impensieriscono

Pochi voti mentre premier a G20, l'8 in Aula Camera il Rendiconto

Governo/ Settimana soft in Parlamento ma numeri impensieriscono

Roma, 1 nov. (askanews) - Gli ultimi scontenti del Pdl venuti allo scoperto risalgono al 14 ottobre, al giorno in cui l'Assemblea di Montecitorio ha rinnovato la fiducia al governo Berlusconi chiesta dal premier dopo l'inaspettata bocciatura del Rendiconto generale dello Stato: quel giorno il Cavaliere perse i voti di Luciano Sardelli, Santo Versace, Fabio Gava e Giustina Mistrello Destro, questi ultimi due considerati vicini all'ex Ministro Claudio Scajola. Ma nelle due settimane trascorse fino a oggi, tra votazioni sul filo in Aula, lettere di dissenso (vere o presunte), interviste e rumors nei corridoi del Palazzo, i numeri della maggioranza appaiono profondamente in bilico alla Camera e, secondo l'opinione di alcuni, cominciano a scricchiolare anche al Senato. Il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, li chiama "iettatori" che "gufano", prevede che "saranno smentiti", come lo sono stati finora, e Scajola, l'uomo da molti indicato come l'animatore di una fronda di una decina di deputati, assicura che non farà mai un'imboscata in Parlamento contro Berlusconi. Ma ormai per i fedelissimi del premier è d'obbligo il pallottoliere sempre a portata di mano. La decisiva votazione di fiducia dello scorso 14 ottobre è finita 316 a 301 ma in quella maggioranza assoluta ottenuta dal centrodestra ci sono diverse zone d'ombra: ci sono i 59 voti del gruppo della Lega, nell'ultimo periodo fecondo di accesi dibattiti interni, i 214 del Pdl (il gruppo al netto di Alfonso Papa, agli arresti domiciliari, Pietro Franzoso, in gravi condizioni di salute, e Gava e Destro, ancora iscritti ma dissidenti dichiarati), i 28 di Popolo e Territorio, i 7 di Grande Sud di Miccichè, e poi, dal gruppo Misto, Luca Barbareschi, Mario Pepe, Aurelio Misiti, Francesco Nucara, Giancarlo Pittelli. E ancora Adolfo Urso, Andrea Ronchi, Beppe Scalia e Antonio Buonfiglio, gli ex Fli tornati nell'alveo della maggioranza ma ora piuttosto insofferenti. Senza il loro voto il sostegno al governo scenderebbe a 312 voti considerato che l'ex responsabile Luciano Sardelli e Santo Versace non votano più la fiducia e che Calogero Mannino (ex Udc ora gruppo Misto) l'ha votata una sola volta, il fatidico 14 dicembre scorso. E, se si calcola che sulla carta l'opposizione può contare su 304 voti (25 di Fli, 22 di Idv, 206 del Pd, 35 dell'Udc, 5 Api, 2 Libdem, 4 Mpa, 3 Minoranze linguistiche, Giulietti e La Malfa), ecco che le critiche palesi di deputati Pdl come Roberto Antonione e le voci di una pattuglia di scajoliani pronta a colpire pesano come macigni.

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