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pubblicato il 26/apr/2013 11:12

Governo: Serracchiani (Pd), Letta ultima spiaggia. No a franchi tiratori

Governo: Serracchiani (Pd), Letta ultima spiaggia. No a franchi tiratori

(ASCA) - Roma, 26 apr - ''Letta e' l'ultima spiaggia, il tempo trascorso e' davvero tanto. Se non ce la fa Letta, credo che Napolitano sciolga le Camere, non vedrei alternative''. Cosi' Debora Serracchiani, neogovernatore del Friuli Venezia Giulia ed esponente del Pd, ospite di ''24 Mattino'' su Radio 24. ''Abbiamo bisogno assolutamente di un governo - ha aggiunto Serracchiani che alle accuse di inciucio dice: ''Io sono una di quelle persone che non solo ha detto 'mai con Berlusconi' ma che ancora insiste a dire che non e' opportuno e non serve al Paese. Ma abbiamo sbagliato tutto a impostare il dialogo per far capire questa cosa ai nostri elettori. Per quanto mi riguarda il governo Letta nasce come governo del Presidente.

E' un governo che non puo' passare dai partiti, che hanno dimostrato di non essere in grado di trovare una soluzione.

Se riesce a nascere, deve avere uno scopo ben delineato, con dei punti fermi sui quali portare il Parlamento a legiferare e con un termine entro il quale si vada al voto. Scopo e termine servono a rendere tale governo accettabile, comprensibile e utile. Se poi questo governo riuscisse a essere stabile e a dare delle risposte ai cittadini, ovviamente non saro' io a chiedere che vada a casa''. Serracchiani interviene anche sul ''diktat' di Boccia che ieri ha detto ''chi vota contro l'esecutivo e' fuori dal partito'': ''Dipende. Se, come e' successo nel caso Prodi, c'e' platealmente una differenza tra la decisione presa in modo palese tra gli organismi del partito e quello che poi accade in aula con il voto segreto, allora io dico che quel gruppo parlamentare non ha senso di esistere perche' la lealta' e' uno dei principi fondanti all'interno di un partito. Viceversa, se c'e' qualcuno che la pensa diversamente e lo esprime all'interno degli organismi e con loro prende una decisione, il senso puo' essere compreso, e' accaduto anche per il caso Marini. Quindi distinguerei i due casi. Ma lo dico al mio amico Pippo Civati: il 'no' deve essere davvero giustificato da motivazioni forti, altrimenti risulterebbe incomprensibile, soprattutto all'interno del nostro partito. Poi decidono i gruppi parlamentari eventuali sanzioni''. com-gar/cam/bra

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