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pubblicato il 13/mag/2013 09:29

Governo: Schifani, non cadra' su giustizia ma difenderemo Berlusconi

Governo: Schifani, non cadra' su giustizia ma difenderemo Berlusconi

(ASCA) - Roma, 13 mag - ''Il governo non cadra' per responsabilita' del Pdl. Non daremo pretesti a nessuno per dire che l'esecutivo cade a causa dei processi di Berlusconi''. Anche se ''che Berlusconi sia vittima di una persecuzione giudiziaria e' innegabile e che abbia diritto di parlare al suo popolo e dire che restera' comunque in campo lo e' altrettanto''. Lo afferma il capogruppo del Pdl al Senato, ed ex presidente di palazzo Madama, Renato Schifani in un'intervista al Corriere della Sera.

''Noi ci siamo assunti l'onere di farlo nascere - spiega Schifani - e scinderemo i temi della giustizia dal sostegno all'esecutivo, come ha detto con chiarezza il presidente Berlusconi dimostrando di essere un uomo di Stato e smentendo la menzogna che sia entrato in politica per tutelare i suoi interessi''. Schifani pero' difende il comizio di Berlusconi di sabato scorso a Brescia. ''Noi - dice - abbiamo pieno diritto di manifestare liberamente: piuttosto e' imbarazzante che i presidenti di Senato e Camera tacciano di fronte a chi ha cercato di impedircelo''. Per l'esponente del Pdl la liberta' di manifestare ''e' un diritto costituzionale, e sabato Alfano, che era li' nella veste di segretario di partito, Quagliariello e Lupi hanno assistito senza parlare dal palco. Ricordo agli smemorati - continua Schifani - che invece nel governo Prodi c'era un partito, Rifondazione Comunista, i cui ministri marciavano, sfilavano, manifestavano contro le decisioni del loro stesso esecutivo, e nessuno diceva nulla. Si montano polemiche per far passare sotto silenzio che altre forze politiche, con le bandiere di Sel, hanno cercato di impedire la nostra manifestazione, hanno attentato alla nostra liberta'''.

Quanto alla riunione dei gruppi parlamentari Pdl prevista per oggi a Milano in contemporanea con la requisitoria del Pm Ilde Boccassini nel processo Ruby Schifani chiarisce: ''Sulla riunione di Milano, Berlusconi stesso e i vertici del partito hanno convenuto che, per evitare il rischio che l'evento fosse visto come una sfida logistica e invasiva rispetto al processo, era meglio vederci a Roma. Questo a dimostrazione che in tutti noi prevale la logica della responsabilita', che ci vede premiati dai consensi degli elettori''.

red-fdv

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