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pubblicato il 23/dic/2013 09:14

Governo: Schifani, ne' rimpasto ne' tavoli con FI e M5S (Repubblica)

Governo: Schifani, ne' rimpasto ne' tavoli con FI e M5S (Repubblica)

(ASCA) - Roma, 23 dic - ''Non possono esistere maggioranze variabili. Quelle politiche per gli affari di governo e altre parallele per discutere le regole. Giusto parlare con tutti.

Ma un postulato essenziale e' partire dalla casa comune, dalla famiglia con cui si amministra la cosa pubblica. Poi confrontarsi, certo. Insomma, mi ritrovo nelle parole del presidente della Repubblica e del ministro Dario Franceschini. Detto questo, da parte del Nuovo centrodestra c'e' grande disponibilita' al dialogo''. Lo afferma il presidente di Ncd, Renato Schifani, in un'intervista a ''La Repubblica''.

Quanto alla legge elettorale Schifani spiega: ''Noi siamo disponibili a discutere di doppio turno. Purche' garantisca il bipolarismo e il diritto di scelta dei cittadini. Ma quando Renzi dice che gli italiani dovranno sapere la sera del voto chi avra' vinto le elezioni, beh, e' qualcosa di irrealizzabile. Perche' sa bene che a Costituzione invariata, col bicameralismo perfetto ancora in vigore, quella svolta non sara' possibile. Qualunque legge elettorale sara' adottata. Almeno fin tanto che l'elettorato sara' diviso su tre fronti''.

Se il Pd insistesse nell'aprire il confronto da subito con Berlusconi e Grillo, il presidente di Ncd avverte: ''Se si violano regole cosi' essenziali e' chiaro che si corrono dei rischi. Noi non abbiamo alcun interesse ad aprire una crisi.

Abbiamo consumato una rottura dolorosa pur di salvaguardare la governabilita' in un momento drammatico per il Paese. Il prezzo pagato ci qualifica, diciamo cosi'. Ma e' evidente che una accelerazione del Pd a dispetto della maggioranza non potrebbe essere tollerata''. Da Schifani netta chiusura sull'ipotesi rimpasto: ''I rimpasti sono arnesi della vecchia politica. Noi pensiamo che spetti al presidente del Consiglio fare un check. Letta e Alfano valutino, si assumano le loro responsabilita'. Sarebbe grave se i partiti imponessero i loro diktat''.

red-ceg

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