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pubblicato il 15/feb/2014 12:26

Governo: Schifani a Pd, pari dignita'. Ncd non accettera' mortificazioni

Governo: Schifani a Pd, pari dignita'. Ncd non accettera' mortificazioni

(ASCA) - Roma, 15 feb 2014 - ''Nessuno pensi di poterci imporre un prendere o lasciare. Nulla e' scontato circa il buon esito di questo confronto''. Lo afferma il Presidente del Nuovo Centrodestra, Renato Schifani, in una intervista pubblicata su ''La Stampa '' oggi in edicola, commentato il confronto che si sta sviluppando in vista della formazione del governo Renzi.

''Noi siamo pronti ad accettare la sfida delle riforme'', aggiunge Schifani, ''se questo si dimostrera' il comune obiettivo di un governo destinato comunque a restare di emergenza e non politico. A condizione pero' che siano chiari i contenuti dell'accordo, e pure i suoi confini.

Le cose da fare e anche quelle da non fare''. ''Nessuno'', prosegue Schifani, ''puo' costringerci a stipulare un accordo se non ne condividiamo i contenuti.

Siamo un partito giovane, nato da una scissione nel nome del buongoverno. Se dovessimo accettare di dar vita a una coalizione litigiosa per le differenze di posizione al proprio interno, non soltanto daremmo un pessimo spettacolo al paese ma soffocheremmo in culla le speranze del Nuovo centrodestra''.

NCD, spiega Schifani non fa questioni di poltrone perche' ''Prima viene il programma e poi ci occuperemo nel caso della nostra presenza nell'esecutivo''. La base di partenza, avverte Schifani, deve essere la ''pari dignita' tra due partiti, il Pd e' il Ncd, che appartengono a schieramenti politici diversi. Sosterremo il governo se ci sara' la possibilita' di farne parte con posizioni importanti. Escludo che possiamo accettare mortificazioni o declassamenti''.

Infine, Schifani, sulle prospettive del nascente governo considera che ''se Renzi e' arrivato al punto da licenziare un governo guidato dal suo stesso partito, per me puo' significare una sola cosa: che ha scelto di mettersi in gioco fino in fondo sul cambiamento e sulle riforme. E' una sfida che noi accettiamo. Tornare alle urne prima di averci provato sul serio significherebbe ammettere il suo fallimento politico'', conclude Schifani.

red/vlm

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