martedì 24 gennaio | 06:28
pubblicato il 24/feb/2014 16:18

Governo: Renzi, non e' operazione lifting. Confermiamo orizzonte 2018

Governo: Renzi, non e' operazione lifting. Confermiamo orizzonte 2018

(ASCA) - Roma, 24 feb 2014 - Il nuovo esecutivo a guida Renzi ''non e' un'operazione di potere'', ne' di ''lifting'' politico, perche' ''verificheremo subito se e' un bluff o no''. Al contrario ''ci siamo dati una tempistica che non e' da calende greche, ci siamo dati l'orizzonte del 2018 e lo confermiamo''. Lo ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi intervenendo al Senato in sede di replica alla presentazione delle linee programmatiche del suo esecutivo. Il premier ha quindi fatto riferimento a Sandro Pertini, il presidente della Repubblica (''il primo presidente che mi ricordo'') morto il 24 febbraio 1990, e alle sue parole quando diceva ''i giovani non hanno bisogno di prediche, ma di esempi di coerenza, di onesta' e di altruismo''. Ecco, ha concluso Renzi: ''Le persone fuori di qua non hanno bisogno di discorsi, ma che finalmente si passi dalle parole ai fatti''. A conclusione della replica di Renzi si e' avviata la fase delle dichiarazioni di voto della mozione di fiducia al governo firmata da Luigi Zanda per il Pd, Maurizio Sacconi dell'Ncd, Karl Zeller delle Autonomie, Lucio Romano di Per l'Italia, Gianluca Susta di Scelta civica, Riccardo Nencini del Psi. Riguardo ''il tono del mio intervento fatto nel pomeriggio'', criticato soprattutto da Gal e Lega Nord, ''ho molto da imparare e su questo riflettero'''. Ma ''quando si parla di fronte al Senato si parla con i rappresentanti dei cittadini, ai quali si deve certo rispetto - e non mi pare di aver mancato in questo - ma anche franchezza''. Lo ha affermato Renzi nella replica al Senato prima del voto di fiducia, assicurando che ''questo governo non avra' mai un doppio registro, che giochi sulla trasparenza''. Renzi ha continuato: ''Non chiedeteci di essere diversi, siamo abituati a stare in mezzo alle persone''. Anche perche', domanda, ''se in questa aula si tengono toni diversi il problema e' del governo o e' il segno di uno scollamento dalla realta'?''. A chi lo ha criticato per non essersi soffermato sul tema del Mezzogiorno, Renzi ha risposto con ''noi vogliamo essere sfidati non sui temi astratti ma su quelli concreti. Sul Mezzogiorno erano forse migliori gli impegni verbali e i disimpegni sostanziali degli ultimi decenni, le parole in liberta'? Come possiamo continuare a accontentarci di parole?''. ''Non e' forse arrivato il momento di utilizzare in modo diverso i fondi struttuarali europei? Ma come non si fa a capire che quei 59 miliardi vanno presi e spesi subito?'' ha aggiunto Renzi che dice 'no a investimenti a pioggia e si' a progetti significativi e strutturali''. ''Dobbiamo uscire dalla cultura della lamentazione'' ha concluso il premier. Dal Sud al Nord, con Renzi che poi si e' soffermato sull'Expo 2015 di Milano, definendolo ''tutto cio' che vogliamo rappresentare''. ''Quello che accadra' il prossimo anno a Milano e' sicuramente un pezzo di riferimento del futuro che vogliamo'', ha affermato il presidente del Consiglio. Un riferimento forte anche alla vicenda delle elezioni del capo dello Stato: ''Ho provato vergogna per il fatto che la classe politica ha mostrato incapacita' a individuare il successore ad un Presidente della Repubblica che aveva chiesto di non avere un secondo mandato'' chiedendogli invece ''un reale sacrificio personale e politico'' mentre ''lui chiese ai partiti di farsi carico di un processo di riforme. Un processo che non e' partito''. Per Renzi ''L'unico vero modo per rispettare la straordinaria figura di Giorgio Napolitano e' fare il processo di riforme. Quello a cui il Capo dello Stato ha legato il suo servizio''. Anche perche', ''e' possibile continuare a prendere in giro gli italiani con il faremo, faremo?''. ''Sappiamo perfettamente che viviamo un tempo di grande difficolta', di struggenti responsabilita' e, di fronte all'ampiezza di questa sfida, abbiamo la necessita' di recuperare il coraggio, il gusto e, per qualche aspetto, anche il piacere di provare a fare dei sogni piu' grandi rispetto a quelli che abbiamo svolto sino ad oggi e contemporaneamente accompagnarli da una concretezza puntuale, precisa''. Lo aveva invece detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi aprendo il suo discorso programmatico in Aula del Senato in vista del voto di fiducia. Per questo, secondo Renzi, ''arrivare al 2018 ha senso solo se avvertiamo l'urgenza di un cambiamento radicale''. ''Io non avrei l'eta' per sedermi in Senato - ha poi premesso il presidente del Consiglio incaricato - e questo mi fa pensare che non sono qui davanti a voi per inseguire un record anagrafico o per delle soddisfazioni personali, ma, parlando con il linguaggio della franchezza al limite della brutalita', siamo qui per chiedervi la fiducia'', sottolineando il fatto che ''vorrei essere l'ultimo presidente del consiglio a chiedere in questo ruolo la fiducia al Senato'', alludendo cosi' alla annunciata riforma per l'abolizione del bicameralismo perfetto. int/

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