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pubblicato il 03/dic/2013 09:06

Governo: Renzi insiste, su riforme, lavoro e Europa serve nuova agenda

Governo: Renzi insiste, su riforme, lavoro e Europa serve nuova agenda

(ASCA) - Roma, 3 dic - ''Se vinco, il 9 dicembre annuncio con una conferenza stampa la mia segreteria, la mia squadra, senza trattarla con le correnti perche' non ci saranno piu'. Se domenica saro' io a essere eletto segretario, il Pd che ha 300 deputati e 100 senatori ed e' il partito della maggioranza nella maggioranza, chiama il governo Letta e dice: queste cose qui stavolta si fanno''. Lo dichiara Matteo Renzi nel corso dell'intervista rilasciata ieri sera a ''Piazza pulita'' su La7 in cui ha esposto il suo programma e ha rivolto un appello a partecipare alle primarie piddine dell'8 dicembre. Il sindaco di Firenze aggiunge tra i primi impegni, nel caso diventi segretario del Pd, quello della partecipazione alla riunione dei gruppi parlamentari del suo partito fissata per lunedi' prossimo nella quale si decidera' l'atteggiamento sul voto di fiducia che il premier Enrico Letta, in accordo con il Capo dello Stato, chiedera' al Parlamento mercoledi' 11 dicembre. Tre gli obiettivi a cui Renzi ha intenzione di vincolare l'esecutivo: una riduzione di 1 miliardo di euro dei costi della politica da raggiungere con l'abolizione del Senato (sostituito dal Senato delle Regioni), la revisione degli stipendi dei consiglieri regionali e provinciali, da accompagnare con una riforma elettorale in grado di assicurare la governabilita'; meno tasse sul lavoro e un piano per l'occupazione; un ruolo piu' attivo in Europa per rilanciarne il profilo politico e superare il ferreo vincolo del 3% nel rapporto tra deficit e Pil. La riduzione di 1 miliardo dei costi della politica - secondo il sindaco di Firenze che fa riferimento a uno studio in proposito di Tito Boeri e Roberto Perotti che insegnano alla Bocconi di Milano - permetterebbe di investire 500 milioni nel risanamento del territorio e altri 500 nelle iniziative in grado di ridurre la crescente sofferenza sociale. Precisa il candidato alle primarie chiedendo un ampio mandato per fare quello che annuncia: ''Non decide il segretario cosa fare, lo decidono quelli che vanno alle primarie. Ora o mai piu': il Pd ha la maggioranza per fare le cose. Se Grillo e Berlusconi vedono un governo che tentenna, ci portano via di peso. Io voglio che il Pd faccia le cose sul serio. Se il partito non sfrutta questo momento, sara' spazzato via. Andiamo avanti con Letta fino al 2015, ma si devono fare le cose. Se vogliamo che il governo vada avanti, e lo vogliamo perche' serve un esecutivo stabile, allora le cose vanno fatte subito''. Renzi rifiuta l'accusa di voler mettere in crisi l'esecutivo: ''Quello mio non e' un ultimatum al governo. Io mi gioco la faccia. Altrimenti mi metterei all'angolo ad aspettare il disastro. Il centrodestra tutto vuole fare tranne che andare alle elezioni: dira' siamo disponibili a tutto, o quasi, per arrivare al 2015''. Su occupazione e lavoro, il candidato alla segreteria pensa a un Job Act in stile statunitense: un grande piano straordinario destinato a creare occupazione e a semplificare le migliaia di norme che gravano sul mercato del lavoro. Sulle riforme istituzionali e su quella elettorale, Renzi punzecchia il governo: ''Non le fanno i saggi o il ministro delle Riforme Quagliariello, si fanno in Parlamento''. Quanto ai rapporti con la Cgil (la segretaria Susanna Camusso ha preso in piu' occasioni le distanze dalle proposte di Renzi), il sindaco di Firenze non si dichiara particolarmente preoccupato: ''La Cgil, che e' un grande sindacato, faccia il suo mestiere. Il Pd fara' il suo''. Delle riforme che portano la firma di Elsa Fornero, ministro del Lavoro nel governo guidato da Monti, Renzi salva l'intervento sulle pensioni, pur segnalando la questione irrisolta degli esodati, ma boccia gli interventi sul lavoro: ''E' di sinistra chi abbassa le tasse, non chi le alza magari foraggiando le spese della politica''. E annota: ''Bisogna alzare le tasse sulle transazioni finanziare e abbassare quelle sul lavoro. Si puo' intervenire sulle transazioni in modo piu' incisivo, tra l'altro so che questa e' una misura gia' allo studio del governo. Non risolve i problemi ma e' un fatto di equita'. Va bene se si tassa un po' di piu' chi gioca in borsa e meno il lavoro''. Renzi, provando a imitare la voce di Silvio Berlusconi, ci tiene a sottolineare: ''Io non faccio lo slogan dicendo: ''ti prometto 1 milione di posti di lavoro'. Io dico che se ce la mettiamo tutta sul turismo per esempio si creano posti di lavoro''. Il candidato piu' favorito nella scalata alla ledership del Pd si conferma scettico sull'ipotesi di una patrimoniale (''in linea di principio sono d'accordo, bisogna pero' prima dimostrare che l'Italia funziona''). Conclude il sindaco di Firenze: ''Di me dicono che io voglio fregare la seggiola a Letta. Io la mia ambizione la metto da parte. Ma se il Pd e' maggioranza, allora si devono fare le cose. Il dramma e' che abbiamo perso otto mesi a parlare di quello che ci hanno imposto Berlusconi e Brunetta. L'Imu sulla prima casa vale 236 euro a famiglia. L'hanno gia' rimessa in alcuni Comuni. Non l'hanno ancora tolta. Ma il problema e' che il sistema di tassazione dev'essere semplice e chiaro. Imu, Tasi, Tares, Iuc: sembra invece superpippo''. Il sindaco di Firenze si dice convinto che occorra superare l'idea subita in passato dal centrosinistra che l'agenda la detta la destra, ''anche perche' Silvio Berlusconi non c'e' piu'''. Le priorita' - dice - ''diventano allora scuola, ricerca, cultura, lavoro e occorre guardare ai posti di lavoro che si creano su internet''. gar/cam

 

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