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pubblicato il 30/dic/2013 08:34

Governo: Renzi, il rimpasto mi fa senso

Governo: Renzi, il rimpasto mi fa senso

(ASCA) - Roma, 30 dic - ''Io quella parola, intendo rimpasto, non l'ho mai pronunciata e mai la pronuncero'. E se proprio lo vuol sapere, anzi, mi fa anche un po' senso''. Lo dichiara Matteo Renzi al quotidiano ''la Stampa'' riferendosi alle affermazioni di Enrico Letta in cui ha fatto riferimento a un possibile ''rimpasto'' per rinvigorire l'azione di governo. A quest'ultimo obiettivo punta soprattutto Scelta civica dopo la separazione dai montiani del gruppo di parlamentari che ha dato vita a Per l'Italia (Pier Ferdinando Casini e Mario Mauro in testa). Aggiunge Renzi riferendosi al premier: ''Non posso accettare l' impostazione che Enrico ha dato alla sua conferenza stampa di fine anno, quando ha detto che un salto generazionale e' compiuto, facendo quasi immaginare una intesa tra lui, Alfano e me. Le cose bisogna raccontarle per come stanno. Lui, Enrico, e' stato portato al governo anni fa da D'Alema, che io ho combattuto e combatto in modo trasparente; e Angelino Alfano al governo ce l'ha messo Berlusconi''. La conclusione non fara' piacere a Letta: ''Io non voglio assolutamente essere accomunato a loro''. Renzi insiste sulle differenze tra lui e chi guida l'esecutivo, oltre che sul sostegno al governo condizionato da scelte e fatti: ''Io sono totalmente diverso, per tanti motivi. E uno di questi motivi, in particolare, non puo' esser sottovalutato: io ho ricevuto un mandato popolare, tre milioni di persone che mi hanno votato perche' hanno condiviso quel che ho promesso che avrei poi fatto. E' per questo che non si puo' piu' perder tempo: con l'anno nuovo si passa dalle chiacchiere alle cose scritte. E le prime cose scritte riguarderanno i due temi capitali: il lavoro e le riforme''. Il primo ad aprire la polemica era stato Davide Faraone, responsabile del Welfare nella segreteria del Pd voluta da Renzi: ''L'esecutivo Letta stia attento: o si cambia radicalmente o si muore. Non basta un rimpasto o un semplice ritocco''. I renziani hanno voluto dare un avvertimento a Letta: l'esecutivo e' uscito politicamente indebolito dall'ingorgo legislativo di fine anno e dagli avvertimenti in merito del presidente Giorgio Napolitano che ha costretto al ritiro del decreto ''salva Roma'', non ci puo' illudere che la questione si possa risolvere con un ''rimpasto'', parola che ricorda altre stagioni politiche. Renzi attacca anche sulla nomina di 17 nuovi prefetti da parte di Alfano: ''Caro Angelino, ma non dovevamo abolirli i prefetti? E invece di abolirli tu ne nomini altri diciassette''. E rivela: ''Io fatico a tenere Delrio al governo, perche' ogni tanto mi dice che vorrebbe lasciare: e' quello il mio problema, altro che un sottosegretario o un ministro in piu'''. Il segretario annuncia percio' che non subira' il tran tran della politica del governo che al Senato puo' contare su pochi voti di maggioranza e non e' piu' motivato dalle ''larghe intese''. La sua preoccupazione e' che le elezioni europee siano un primo banco di prova negativo per la propria gestione del Pd. Da qui l'alternativa ancora non detta ma implicita nei suoi ragionamenti: o scelte di governo incisive o elezioni anticipate. Intanto chiede una nuova legge elettorale: ''Ho spiegato chiaramente modello e metodo: dopo il voto si deve sapere subito chi ha vinto, e chi ha vinto deve governare e poterlo fare per cinque anni. Questo e' il modello. Quando al metodo, l' ho detto: per me la legge elettorale si fa con tutti e parlando con tutti. Anche con Grillo e Berlusconi, certo''. Il premier Letta non replica. Con un twitter preferisce commentare i dati di ieri della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre che ha certificato il calo del carico fiscale: ''Le tasse sulle famiglie nel 2013 sono scese e la tendenza continuera' anche nel 2014. La notizia e' importante perche' si consolidi trend fiducia''. Anche Alfano si riferisce a quei dati: ''E' una bella notizia che noi conoscevamo gia'''. Silvio Berlusconi coglie l'occasione delle dichiarazioni di Renzi per tornare a parlare di elezioni anticipate nel corso di un intervento telefonico alla convention di Grande Sud: ''Cinque mesi ci dividono dal 25 di maggio, gia' li' potremo sperimentare il sistema delle sentinelle del voto formate dai Club. Meglio ancora se insieme alle Europee di maggio riuscissimo ad avere anche le politiche''. L'ex premier ripete una sua convinzione: ''L'Italia cosi' non e' governabile. I padri costituenti quando distribuirono i poteri nella Costituzione, temendo che si potessero ricreare le condizioni per un nuovo regime, diedero poteri alle assemblee parlamentari, al Capo dello Stato, alla Corte costituzionale ma non diedero alcun potere al governo e al presidente del Consiglio. L'architettura costituzionale cosi' com'e' non e' fatta per decidere ma per vietare''. Conclude Berlusconi: ''Bisogna cambiare l' assetto istituzionale del Paese. Per cambiarlo bisogna avere la maggioranza assoluta. Se non si arriva a una maggioranza assoluta, non c'e' speranza di cambiare questo Paese''. gar/red

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