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pubblicato il 13/gen/2014 08:35

Governo: Renzi, giorni decisivi per tenuta. Rimpasto piu' vicino

Governo: Renzi, giorni decisivi per tenuta. Rimpasto piu' vicino

(ASCA) - Roma, 13 gen 2014 - L'incontro tra Enrico Letta e Matteo Renzi non e' servito a superare tutte le incomprensioni tra il premier e il segretario del Pd. Quest'ultimo, in una intervista al ''Corriere della Sera'' di ieri, ribadisce la propria lealta' al premier ma sottolinea di ritenere decisivi i prossimi quindici giorni per il rilancio del governo la cui azione ritiene tuttora ''insufficiente''. Letta, che intanto e' in Messico per la missione di due giorni che serve a chiudere accordi vantaggiosi per l'Italia, ha a disposizione due settimane per definire il ''contratto di coalizione'' e l'eventuale rimpasto che devono servire a rilanciare l'esecutivo per l'intero 2014. In una intervista al ''Messaggero'', Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali, tra i maggiori collaboratori di Renzi, ha escluso le elezioni anticipate se il governo sara' in grado di compiere ''un vero cambio di passo'' come auspicato anche dal presidente del Consiglio. Per questo, Letta lavora al programma che intende presentare prima ai partner di governo e poi al Parlamento entro la fine di gennaio. Se il governo che ambisce a gestire la situazione per l'intero 2014 dovesse avere alcuni volti nuovi e un patto di coalizione di un certo impegno in modo da essere un ''Letta bis'', il presidente del Consiglio potrebbe decidere di salire al Colle per dimettersi dal primo incarico ricevuto dal presidente Giorgio Napolitano che in questo caso lo rinvierebbe alle Camere per ottenere un nuovo voto di fiducia. Il premier punta a due obiettivi da raggiungere prima delle elezioni europee fissate a maggio: riforma elettorale (se ne iniziera' a discutere il 27 gennaio nell'Aula della Camera), avvio della trasformazione dell'attuale Senato in Camera delle autonomie (Renzi incontrera' i senatori piddini domani chiedendo un pieno appoggio a tale prospettiva). Letta darebbe poi il via libera a nuove misure per il rilancio dell'economia a partire dalla bozza del 'Job act' resa pubblica da Renzi. Angelino Alfano ha pero' annunciato un altro progetto economico a nome del Nuovo centrodestra che non e' in sintonia con quello del leader del Pd. In piu' il vicepremier si e' detto nettamente contrario alle unioni civili che Renzi vorrebbe inserire nel ''contratto di governo'' insieme all'abolizione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Queste incertezze potrebbero far decidere al segretario del Pd di non indicare nomi di renziani per il rimpasto dell'esecutivo. Il punto di maggiore dissenso tra il presidente del Consiglio e il leader del Pd ruota intorno alla riforma della legge elettorale. Letta vorrebbe che la maggioranza si ricompattasse intorno a una propria proposta in grado di diventare il fulcro del rilancio del governo, Renzi preferirebbe allargare il confronto a Forza Italia e M5S. Di questo discutera' la Direzione del Pd convocata per giovedi' prossimo, dove la sinistra del partito che fa capo a Gianni Cuperlo e Stefano Fassina potrebbe avanzare un'ipotesi di riforma elettorale che ha come punto discriminante il doppio turno, proprio la clausola che non piace a Forza Italia. Per quanto riguarda il rimpasto, l'ex premier Mario Monti, leader di Scelta civica, si e' dichiarato indisponibile a far parte di un nuovo governo. Ha cosi' smentito le voci che lo collocavano in pole position per sostituire il ministro Fabrizio Saccomanni al Ministero all'Economia. Secondo alcune indiscrezioni, in vista del rimpasto starebbero scricchiolando gli incarichi di governo di Flavio Zanonato (Ministero dello Sviluppo) ed Enrico Giovannini (Ministero del Lavoro) mentre Alfano (si sono riaccese polemiche sul ''caso Shalabayeva'') potrebbe rinunciare al Ministero dell'Interno che andrebbe a un esponente del Pd. A rischio sarebbero pure gli incarichi di Anna Maria Cancellieri (Ministero della Giustizia) e Maurizio Lupi (Ministero dei Trasporti). Problema a parte costituisce Nunzia De Girolamo, ministro dell'Agricoltura, che respinge le accuse di essere intervenuta a favore di alcuni appalti per una Asl di Benevento: ''Sono piu' che disponibile a chiarire al piu' presto in Parlamento gli aspetti di questa sconcertante vicenda che mi vede sottoposta a un linciaggio mediatico senza precedenti pur non essendo io coinvolta nell'indagine''. Il ministro ribadisce ''di essere vittima di registrazioni abusive in casa mia da parte di chi e' stato sottoposto a misura cautelare dalla magistratura per presunti reati commessi nell'Asl di Benevento''. Da qui l'impegno: ''Sono pronta a fornire ai colleghi parlamentari tutte le informazioni reali rispetto alle ricostruzioni distorte apparse in queste ore. Il mio mandato ministeriale e', sin dal primo giorno del mio insediamento, nelle mani del presidente del Consiglio''. In sua difesa prende posizione Alfano: ''De Girolamo, che all'epoca non era neanche ministro, e' stata abusivamente e a nostro avviso illecitamente intercettata''. gar/sam/

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