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pubblicato il 08/nov/2011 05:10

Governo/ Rendiconto al cardiopalma, la Camera vota dalle 15.30

Berlusconi alla prova del voto, "non sono attaccato alla sedia"

Governo/ Rendiconto al cardiopalma, la Camera vota dalle 15.30

Roma, 8 nov. (askanews) - Berlusconi assicura di non essere attaccato alla poltrona, anzi alla "cadrega" in dialetto milanese, ma andrà alla prova del voto parlamentare. "Sono convinto che avremo la maggioranza per fare le riforme che anche l'Europa ci chiede e che servono a rilanciare l'economia" ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una telefonata fatta da Villa San Martino ad Arcore ad un incontro del Pdl di Monza. Parole che indicano l'intenzione di andare alla conta in parlamento dopo una giornata convulsa in cui le voci di dimissioni si sono rincorse. Anche la Lega avrebbe chiesto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di fare un passo indietro e di indicare come suo successore un esponente del Pdl. Nel partito c'è un grande clima di attesa per l'esito della votazione di oggi alla Camera sul Rendiconto. Votazione al via oggi alle 15.30, nell'aula della Camera, sul ddl di rendiconto e di assestamento del bilancio dello Stato che fu clamorosamente bocciato l'11 ottobre scorso. Saranno in tutto quattro le votazioni su cui l'assemblea di Montecitorio sarà chiamata ad esprimersi. Sul rendiconto è prevista un'unica votazione. Sono, invece, tre le votazioni per l'assestamento: una per ciascuno dei due articoli e uno per il voto finale. La Camera è convocata domani alle 12.30. I numeri sono 'ballerini' per definizione. Il Pdl stima che i voti della maggioranza varino tra i 314 e i 311. E' evidente che nella peggiore delle ipotesi, e se effettivamente i voti dei dissidenti e delle opposizioni confluissero tutti nell'area bianca dell'astensione, il governo sarebbe virtualmente in minoranza. Nella migliore delle ipotesi, invece, la maggioranza rimarrebbe tale ma al di sotto della soglia di sicurezza di 316. I numeri, dunque, saranno determinanti anche nel colloquio che il presidente del Consiglio potrebbe avere forse già oggi con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Se i numeri non si traducessero in una debacle, viene spiegato, Berlusconi confermerebbe al Colle la sua decisione di chiedere la fiducia sulla lettera Ue, nella convinzione anche di poter recuperare nel frattempo i deputati necessari a sopravvivere. In quel caso si potrebbe votare prima nel più sicuro Senato e poi, giovedì, a Montecitorio.

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