domenica 22 gennaio | 20:07
pubblicato il 08/gen/2016 16:53

Governo pronto ad abolire il reato di clandestinità, stop da Ncd

Lega annuncia "barricate" e un referendum. Decisione prossima settimana

##Governo pronto ad abolire reato clandestinità, stop da Ncd

Roma, 8 gen. (askanews) - Il governo ha pronto il decreto per l'abolizione del reato di immigrazione clandestina, ma le tensioni nella maggioranza suggeriscono cautela, mentre le opposizioni, in testa la Lega Nord, vanno all'attacco. La decisione arriverà la prossima settimana, tenendo presente anche l'"opportunità politica" del provvedimento.

L'esecutivo ha la delega (approvata con la legge 67 del 2014) per l'abrogazione del reato, ma il termine previsto di diciotto mesi scade a metà gennaio. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha già pronto il dl, che però questa mattina non è finito all'esame del Consiglio dei ministri. Il tema, infatti, è di quelli che creano ulteriori frizioni (dopo quella sulle unioni civili) nella maggioranza. Fonti parlamentari vicine al premier Matteo Renzi sottolineano come "la logica vorrebbe la scelta della depenalizzazione". Però rilevano anche che "nella componente sicurezza l'elemento psicologico e di percezione è molto importante". Dunque il governo, affermano fonti di Palazzo Chigi, deciderà la settimana prossima, sulla base di "una valutazione di opportunità politica" ma senza "toni barricaderi".

Insomma, l'intenzione è quella di andare avanti, ma senza esasperare i rapporti nella maggioranza. Del resto, stamani, alla notizia delle intenzioni dell'esecutivo, dal Nuovo centrodestra era arrivato un netto stop. "Proprio in un momento come questo - ha detto il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi - è un errore. Noi dobbiamo da una parte continuare ad accogliere coloro che sono profughi, ma dall'altra dare un segnale molto forte. Chiunque entra in Italia e non è nella condizione di profugo ma è un immigrato clandestino deve essere rimandato indietro. Ci sarà un confronto serio come è naturale che sia all'interno del governo. Tante deleghe sono state attuate, altre sono state fatte decadere proprio perché non c'erano le condizioni per attuarle".

Anche Scelta civica mostra cautela. "Così come era stata configurata - ha sottolineato il segretario Enrico Zanetti - la rilevanza penale della clandestinità non ha funzionato. Oggi però un governo che lavora per questioni vere e non per ideologie deve porsi anche il tema di come rendere efficaci i meccanismi di respingimento ed espulsione, non di abolire il reato e stop".

Durissima la reazione della Lega Nord che annuncia un referendum in caso di abrogazione della norma. "Prepariamoci all'invasione", dice il governatore della Lombardia Roberto Maroni. "Il governo Renzalfano - attacca su Facebook il segretario Matteo Salvini - si prepara a cancellare definitivamente, per decreto, il reato di immigrazione clandestina, come votato in Parlamento con la complicità di PD e 5stelle. Ma si accorgono di cosa sta succedendo nel mondo? Questi sono matti! La Lega farà le barricate, in Parlamento e poi nelle piazze con un referendum, contro questa vergogna".

Nell'opposizione anche Forza Italia è contraria. Per il capogruppo in Senato Paolo Romani il governo mostra una "buona dose di incoscienza" mentre per il presidente dei deputati Renato Brunetta "solo un governo miope e ottuso, come quello guidato da Matteo Renzi può pensare di cancellare, in questo particolarissimo momento storico-politico, il reato di immigrazione clandestina. Il messaggio che arriverebbe sarebbe devastante e l'Italia, già in evidente affanno per una politica europea dell'immigrazione tutta a svantaggio dei paesi rivieraschi, rischierebbe di implodere in pochi mesi". Di errore parla anche Raffaele Fitto (Cor), che paventa il "rischio di una nuova ondata in estate".

Sostegno all'abrogazione del reato arriva invece da Sinistra italiana. Quel reato è "sbagliato e inefficace. Va abolito", secondo il capogruppo alla Camera, Arturo Scotto. "Alfano - aggiunge il deputato Nicola Fratoianni - si è evidentemente messo di traverso. A questo punto ci auguriamo che si tratti solo di un rinvio, perché abolire quella norma voluta dalla destra e dagli amici della Le Pen non solo è un atto giusto, ed è anche utile per intervenire in altro modo sul fenomeno".

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