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pubblicato il 07/mag/2014 11:49

Governo: Poletti, no guerra a sindacati ma musica e' cambiata

Governo: Poletti, no guerra a sindacati ma musica e' cambiata

(ASCA) - Rimini, 7 mag 2014 - Nessuna ''guerra'' con i sindacati ma per il governo ''la musica e' cambiata'' e deve decidere senza chiedere ''il permesso''. Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, parlando con i giornalisti a margine del congresso della Cgil a Rimini. Tra il premier e i sindacati, ha detto Poletti rispondendo ai giornalisti, ''non credo che si inneschino guerre fredde o calde di nessuna natura. Ci sono scelte che il governo fa, di merito e di metodo, e' legittimo che si sia d'accordo o non d'accordo''. A chi gli chiedeva se l'esecutivo sia pronto a fare le riforme, come quella del mercato del lavoro, anche contro i sindacati, Poletti ha replicato che ''noi non facciamo niente contro nessuno, noi facciamo le cose che pensiamo siano utili ai cittadini italiani''. E se il premier Matteo Renzi ha chiesto un 'passo indietro' alla Cgil, Poletti sottolinea che ''io non chiedo a nessuno di fare passi da nessuna parte, credo che il governo faccia bene a tenere la propria posizione di merito e la propria modalita' di funzionamento''. Commentando il riferimento alla 'torsione democratica' evocata ieri dal segretario generale della Cgil, Poletti ha detto che ''bisognerebbe dare il significato vero alle parole rispetto a due punti che sono la partecipazione e la decisione. Io credo - ha ribadito - che questo Paese abbia bisogno di decisione, quindi il governo ha scelto di decidere. E' legittimo che si critichi ma e' altrettanto legittimo che questo governo si assuma in maniera esplicita, puntuale e diretta questa responsabilita'. Noi lo abbiamo fatto e non abbiamo chiesto il 'permesso' a nessuno perche' credo che sia un dato normale, naturale , fisiologico della democrazia''. Questo perche' ''l'Italia e' il paese del 'Si'.

Pero' finito il 'si'', ci si fanno dieci giri di filo spinato intorno e non si capisce piu' se il 'si'' era un si' o era un'altra cosa''. afe/sam/rob

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