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pubblicato il 24/dic/2013 08:30

Governo: per Letta doppia fiducia. Ma anche ''minacce'' da Scelta civica e 5 Stelle

Governo: per Letta doppia fiducia. Ma anche ''minacce'' da Scelta civica e 5 Stelle

(ASCA) - Roma, 24 dic - La legge di stabilita' ottiene il via libera del Senato con 167 si' e 110 no. La Camera conferma la fiducia al governo con 340 si' e 155 no sul decreto legge denominato ''salva Roma'' che contiene misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali oltre a interventi localizzati nel territorio e proroghe di termini previsti da disposizioni legislative. Due voti di fiducia ieri in un giorno solo. E non e' finita. Da qui alla fine dell'anno ci saranno altre sedute di Camera e Senato. La Camera e' convocata per venerdi' 27 dicembre alle 12 con all'ordine del giorno la conclusione dell'esame del decreto ''salva Roma''. Nella stessa giornata ci sara' la riunione del Consiglio dei ministri che dovra' esaminare il tradizionale decreto milleproroghe. Il Senato e' gia' convocato per sabato 28 alle 11 con all'ordine del giorno il decreto ''salva Roma''. Il milleproroghe dovra' essere votato dal Parlamento entro il 31 dicembre. A complicare il cammino del governo c'e' l'ultimatum di Scelta civica. La senatrice Stefania Giannini, segretaria del movimento, nel corso della dichiarazione di voto di fiducia di ieri sulla legge di stabilita' ha precisato: ''E' stato reinserito nel provvedimento qualcosa che non ci piace affatto: norme di stabilizzazione del personale della Pubblica amministrazione e delle societa' partecipate che erano state eliminate per un accordo di maggioranza. Il nostro e' un ultimo appello al governo. Se nel decreto milleproroghe questi elementi non verranno eliminati per una manovra di crescita e nel rispetto delle regole di trasparenza, Scelta civica valutera' il proprio ruolo nella maggioranza''. Una dichiarazione quest'ultima che fa trasparire il sostegno al governo piu' per senso di responsabilita' che per convinzione politica. Ha concluso Giannini: ''Avevamo detto e sottolineato, in prima lettura, quanto questa legge di stabilita' fosse inadeguata rispetto ai problemi del Paese, oggi accogliamo dalla Camera dei deputati un testo timido nei confronti del cambiamento ma molto tenace nel mantenimento di privilegi e di mali strutturali antichi''. Il governo dovra' tenere conto di questa posizione perche' al Senato puo' contare solo su una manciata di voti di maggioranza dopo che Forza Italia ha scelto di collocarsi all'opposizione. Alla Camera i rappresentanti del M5S hanno lanciato un altro ultimatum all'esecutivo: se il governo non accoglie le richieste sulla revocabilita' dei contratti di locazione da parte della Pubblica amministrazione nel decreto milleproroghe, il movimento mettera' in pratica l'ostruzionismo che ne renderebbe difficile la conversione in legge entro il 31 dicembre. All'ostruzionismo potrebbe unirsi anche la Lega Nord. A fare problema e' la disdetta di alcuni affitti a carico della Camera esclusa in un primo tempo con una clausola nella legge di stabilita'. Nel mirino del M5S ci sono soprattutto gli edifici che ospitano le segreterie dei deputati nei pressi di piazza San Silvestro. Il deputato Alessandro Di Battista spiega la posizione del M5S: ''E' dall'inizio della legislatura che noi combattiamo per cancellare lo scandalo degli affitti d'oro dei palazzi del potere. Lo Stato, con questa nostra proposta, potrebbe risparmiare complessivamente 12 miliardi. Ora vi avvisiamo: o sistemate questa indecenza e riapprovate la nostra norma, o comprate cotechino e lenticchie perche' vi facciamo passare il Capodanno in Aula''. Il governo appare percio' in affanno nell'ingorgo legislativo di fine anno. Il premier Enrico Letta, nella conferenza stampa di fine anno, si e' detto comunque ottimista: ''A fine 2014 commenteremo dati economici diversi e migliori. E ricorderemo le riforme istituzionali compiute, a partire dalla riforma elettorale che sara' approvata prima delle elezioni europee. Racconteremo all'Europa e al mondo che l'Italia finalmente e' riuscita a risolvere il problema del bicameralismo perfetto''. Non la pensa cosi' Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera: ''Finale d'anno caotico e inverecondo. Il presidente Letta farebbe bene a trarne le conseguenze''. Enrico Corsaro, deputato di Fratelli d'Italia, rincara la dose: ''Siamo stati chiamati a votare la fiducia non su una legge di stabilita', ma su una vecchia legge finanziaria alla quale si sono assommate cinque o sei leggi-mancia''. La maggioranza reagisce segnalando il primo via libera della Camera al disegno di legge che abolisce le Province: 277 si' e soli 11 no perche' Forza Italia, Lega e M5S non hanno votato per protesta ritenendo troppo macchinose le procedure che porteranno alla scomparsa delle amministrazioni provinciali. gar/mau

 

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