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pubblicato il 02/dic/2013 08:40

Governo: oggi Letta da Napolitano. Intanto e' scontro tra Renzi e Alfano

Governo: oggi Letta da Napolitano. Intanto e' scontro tra Renzi e Alfano

(ASCA) - Roma, 2 dic - ''Mi rechero' dal Capo dello Stato con la richiesta di una nuova fiducia e proporro' di andare in Parlamento dopo le primarie del Pd dell'8 dicembre. Dopo il nuovo voto, il governo sara' piu' forte e si chiariranno i rapporti all'interno della maggioranza e tra le forze politiche'', aveva dichiarato venerdi' scorso Enrico Letta in Lituania, a latere del Summit sul partenariato orientale. L'incontro con Giorgio Napolitano e' previsto per questo pomeriggio. Concordando con il presidente della Repubblica sulla necessita' di un passaggio parlamentare dopo la scelta di collocarsi all' opposizione fatta da Forza Italia che ha scelto il voto sulla legge di stabilita' per rompere le larghe intese, Letta vorrebbe stabilire in accordo con il Capo dello Stato ''l'Agenda per il 2014, con una strategia di gioco votata all'attacco''. Sul problema di un eventuale rimpasto, il premier preferirebbe evitarlo dal momento che ''la squadra funziona e voglio continuare a lavorare con quella''. Matteo Renzi incalza pero' il governo prima con un'intervista a ''Repubblica'', poi con quanto dice nel corso di una iniziativa sulle primarie piddine a Pesaro: ''Il Pd deve tirare fuori il coraggio, l'orgoglio, la responsabilita'. Non puo' soltanto inseguire cio' che fa il governo o il resto della maggioranza, deve iniziare a dire le cose che secondo noi servono''. Secondo il sindaco di Firenze: ''L'8 dicembre chi vota per noi vota per una riforma elettorale in cui chi vince vince, chi vince governa senza inciuci per cinque anni, da solo, e se tu non sai governare poi vai a casa la volta dopo''. Su ''Repubblica'' di ieri Renzi aveva lanciato un ultimatum al governo minacciando di lasciare la maggioranza se non ci accentuera' l'impegno su riforme, lavoro ed Europa: ''Alfano ha trenta deputati, noi ne abbiamo trecento. Se non e' d' accordo, sappia che poi si va a votare. Io non ho paura delle elezioni, lui si'. Perche' sa che Berlusconi lo asfalta. Non stiamo dicendo al governo tutti a casa, ma gli stiamo chiedendo di fare cose, mettendo da parte le ambizioni personali''. La prima risposta arriva da Gianni Cuperlo, altro candidato alle primarie del Pd, nel corso dell'intervista a ''In mezz'ora'' su Raitre: ''Se Renzi lancia un ultimatum al governo e dice ad Alfano che verra' asfaltato da Berlusconi, questo ci lascia perplessi e mette a rischio l' unita' del partito. In verita', e' un assist alla posizione di Berlusconi che vuole che questo governo cada''. Poi aggiunge: ''Guai a noi tuttavia se nelle condizioni in cui versa il Paese trasmettessimo adesso il messaggio che, archiviata la destra piu' radicale, si apre un nuovo film sull'equilibrio delle poltrone. Evitiamo di fare la stessa fine dell' ultimo periodo del governo Monti''. Conclude Cuperlo: ''Rimpasto e' un termine che non userei. E' un problema del presidente del Consiglio che incontrera' il Capo dello Stato e valutera' le novita' intercorse. Se collaborero' amichevolmente con Renzi quando sara' segretario? Non c'e' dubbio che Renzi collaborera' amichevolmente con me''. Al sindaco di Firenze replica pure il vicepremier Angelino Alfano: ''Se Renzi ha l'obiettivo di prendere la sedia di Letta, lo dica con chiarezza senza girarci attorno come si faceva con la vecchia politica. Lui sa che a una settimana dalle primarie deve spararla grossa per arrivare primo. Per fortuna le primarie stanno per finire. Poi si potra' parlare dei problemi dell'Italia''. Controreplica il sindaco di Firenze: ''Caro Alfano, noi non pensiamo alle poltrone, ma al bene del Paese, dell'Italia''. Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento prova a chiudere la polemica a distanza tra il sindaco di Firenze e Alfano intervenendo a ''L'arena'' su Raiuno: ''So che Renzi non fara' cadere il governo, lo pungolera' dall'esterno. C'e' un'intesa tra Enrico e Matteo, sono amici da tanti anni. Renzi guidera' il partito e Letta il governo in un anno, il 2014, fondamentale per le riforme''. Quanto al futuro dell'esecutivo, Franceschini precisa: ''I numeri sono piu' ridotti ma sicuramente c'e' maggiore coesione. Il fatto che Berlusconi e quelli della minaccia costante 'o questo o cade' siano all'opposizione fa si' che sara' piu' facile governare anche se non va dimenticato che il governo poggia su intese transitorie''. gar/cam

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