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pubblicato il 20/dic/2013 08:37

Governo: oggi fiducia su finanziaria. Restano nodi riforme per 2014

Governo: oggi fiducia su finanziaria. Restano nodi riforme per 2014

(ASCA) - Roma, 20 dic - Alle 10,30 iniziano alla Camera le dichiarazioni di voto sulla legge di stabilita'. Il voto finale sulla fiducia posta dal governo avverra' domani. Il Senato ha fissato a lunedi' pomeriggio la seduta per licenziare definitivamente il provvedimento. Lo stesso esecutivo non e' pienamente soddisfatto. Lo dichiara Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento: ''La legge di stabilita', che doveva essere una rottura rispetto alla vecchia finanziaria, rischia di riallinearsi con quella normativa nella parte di essa inserita in Parlamento''. Troppe mediazioni tra interessi diversi rischiano infatti di fare della legge di stabilita' un puzzle. Il governo incassa intanto piu' dissensi che consensi. L'Anci (l'Associazione nazionale dei Comuni), presieduta da Piero Fassino, sindaco di Torino, ha rivolto un appello al presidente della Repubblica nel quale si segnalano le gravi difficolta' in cui si trovano i sindaci dopo gli ulteriori tagli alle loro risorse. Il rischio e' di non poter assicurare i servizi primari che spettano alle amministrazioni locali. Dichiara in una nota Ignazio Marino, sindaco di Roma: ''Questa legge di stabilita' continua a penalizzare i Comuni. La riduzione dei trasferimenti da 1,5 miliardi che si profila si aggiunge agli 8 miliardi persi negli ultimi anni''. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ha un giudizio negativo: ''Pensiamo che non sia sufficiente per far ripartire il Paese. E' un'occasione mancata, si e' fatto poco sul cuneo fiscale. Ci aspettavamo ben altro''. Secondo una ricerca del Centro studi di Confindustria, la crisi economica ha avuto l'effetto di una vera e propria guerra prolungata sul tessuto sociale italiano. Fotografa cosi' la finanziaria Susanna Camusso, segretario della Cgil: ''La manovra e' una somma di norme in favore di piccole lobby e non fa l'interesse dell'Italia''. Il premier Enrico Letta replica dal vertice europeo in corso di svolgimento a Bruxelles: ''Ho la responsabilita' di tenere la barca Italia in equilibrio e voglio che ci siano strumenti per la crescita senza sfasciare i conti. Nessuno ha la bacchetta magica. Nessuno stampa moneta e penso che gli imprenditori della Confindustria dovrebbero essere i primi a sapere che tenere i conti a posto vuol dire far calare gli spread''. Nelle intenzioni del governo, voltare pagina alla legge di stabilita' serve ad aprire il confronto ravvicinato sulle riforme. A iniziare da quella della legge elettorale. Ieri la riunione della segreteria del Pd si e' occupata di quest'ultima questione e del piano straordinario sul lavoro sollecitato piu' volte da Matteo Renzi. Secondo le indiscrezioni, il neosegretario del Pd sarebbe tornato a battere sul tasto della necessita' che la riforma elettorale si delinei entro gennaio con l'apporto possibilmente piu' largo della sola maggioranza. Da qui l'annuncio che ci saranno ulteriori contatti con Forza Italia e M5S, oltre che con Nuovo centrodestra, Scelta Civica e Per l'Italia. Renzi si e' detto per ora soddisfatto perche' si e' raggiunto l'obiettivo di far ripartire la discussione parlamentare dalla commissione Affari costituzionali della Camera, dove i tempi dovrebbero essere piu' veloci rispetto ai tanti rinvii del Senato. Il leader del Pd e' tuttavia consapevole che una volta trovato l'accordo sulla legge elettorale crescera' inevitabilmente la tentazione di elezioni anticipate prima dell'avvio del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea (giugno 2014), come chiedono Forza Italia e M5S. Ipotesi quest'ultima che potrebbe non dispiacere a Renzi. Sul secondo punto in discussione, il segretario del Pd ha annunciato che entro un mese il suo partito presentera' le proposte di semplificazione delle regole del mercato del lavoro. In una intervista al Tg4 di ieri sera ha precisato: ''E' venuto subito fuori l'articolo 18 come se fosse un problema. Ma l'articolo 18 e' un totem ideologico attorno al quale danzano i soliti addetti ai lavori che non si preoccupano dei problemi ma fanno solo discussioni ideologiche''. Renzi fa riferimento all'eventuale abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per i nuovi assunti. Per quanto riguarda il piano straordinario sul lavoro, e' stato affidato a Marianna Madia e a Filippo Taddei il compito di presentare al piu' presto un progetto che abbia come finalita' norme semplificate per le procedure di assunzione e individuazione di occupazioni socialmente utili sulle quali puo' esserci un ingente investimento pubblico. Altro tema sul quale insiste Renzi e' l'abolizione del Senato e la revisione del Titolo V della Costituzione che stabilisce le norme per Comuni, Province e Regioni. Il segretario del Pd e' convinto che trasformando il Senato in Camera delle Regioni e delle amministrazioni locali, abolendo le Province e riformando i compensi per i consiglieri regionali si possa risparmiare un miliardo di euro da investire nel piano sul lavoro. Ma su questi obiettivi non c'e' accordo nella maggioranza di governo. ''E' necessario affrontare i temi legge elettorale e riforma costituzionale in maniera combinata'', ha ribadito Angelino Alfano, leader di Nuovo centrodestra, nel faccia a faccia che ha avuto mercoledi' scorso con Renzi in occasione della presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa. gar/sam/

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