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pubblicato il 25/set/2013 08:32

Governo: obiettivo stabilita'. In campo anche Napolitano

Governo: obiettivo stabilita'. In campo anche Napolitano

(ASCA) - Roma, 25 set - Il presidente Giorgio Napolitano riceve al Quirinale Angelino Alfano, segretario del Pdl, e Guglielmo Epifani, segretario del Pd, per fare il punto sulla situazione politica e per saggiare le intenzioni dei due partiti che convivono nel governo di larghe intese. Napolitano e' tornato a chiedere la stabilita' del quadro politico e un contenimento dei veti incrociati che possono minare la tenuta dell'esecutivo. A preoccupare il Capo dello Stato sono in particolare le polemiche sui conti pubblici dopo le dichiarazioni di Fabrizio Saccomanni, ministro dell'Economia, che ha minacciato di dimettersi se verra' intralciato il suo tentativo di rimettere in sicurezza il rapporto tra Pil e deficit salito al 3,1%, oltre il tetto europeo. Secondo le indiscrezioni, i due incontri hanno confermato le divergenze sulle prossime mosse del governo da parte di Pdl e Pd, a iniziare dalle decisioni che potrebbe prendere il Consiglio dei ministri convocato per venerdi'. Il problema piu' urgente e' quello di evitare l'aumento dell'Iva di un punto. Se raggiungesse il 22%, l'effetto immediato potrebbe essere la compressione ulteriore dei consumi. Confronto e polemiche investono pure la manovra finanziaria che potrebbe essere necessaria a fine anno per rimettere i conti in sicurezza. Ma il nodo piu' difficile da sciogliere resta quello della legge di stabilita' che occorre definire entro il 15 ottobre e che Enrico Letta ritiene il vero banco di prova per la maggioranza. Il premier ha annunciato che l'obiettivo resta ridurre il cuneo fiscale e favorire crescita e occupazione. Intanto occorre trovare le risorse per rientrare dal deficit e non aumentare l'Iva. Gli incontri di Napolitano con Alfano ed Epifani non hanno del tutto tranquillizzato il Capo dello Stato, anche se fonti del Quirinale precisano che l'esito e' stato ''incoraggiante''. Il Pdl chiede che vengano mantenuti gli impegni fiscali (cancellazione dell'Imu, non aumento dell'Iva, riduzione delle tasse per imprese e lavoratori), il Pd non ha piu' intenzione di accettare gli ultimatum del Pdl come e' avvenuto sull'Imu. Alfano avrebbe spiegato che non e' intenzione del Pdl aprire la crisi di governo. Epifani avrebbe auspicato che i prossimi provvedimenti dell'esecutivo siano ispirati a equita' sociale. Malumori trasversali si manifestano sulla vicenda Telecom (l'acquisizione della maggioranza azionaria da parte della societa' spagnola Telefonica) e sulla possibile vendita di Alitalia a Air France, due episodi che danneggerebbero l'economia nazionale in un momento di gravi difficolta' Ieri sera, partecipando alla trasmissione ''Ballaro''' su Raitre, il viceministro piddino Stefano Fassina e' tornato a riproporre che l'Imu non venga abolita per le abitazioni di maggiore pregio in modo da trovare cosi' le risorse che servono agli enti locali. Tra Pdl e Pd, come si e' verificato in questi giorni alla Camera, e' nel frattempo scontro sulla possibile riforma del finanziamento pubblico ai partiti e sulle presidenze di alcune commissioni bicamerali. Una schiarita dovrebbe arrivare oggi con l'elezione condivisa di Simone Baldelli, Pdl, a vicepresidente della Camera dopo la bocciatura della candidatura di Daniela Santanche'. Da New Yok, intervenendo al Council of Foreign Relations, il premier Letta si dice ottimista sull'avvenire del governo: ''Sto cercando di fare del mio meglio ma gestire una grande coalizione non e' facile. Sono convinto che la stabilita' prevarra'''. E aggiunge: ''La legge di stabilita' che stiamo per presentare contiene un programma di bilancio molto importante, che prevede un consistente taglio delle tasse sul lavoro, che per l'Italia e' un punto cruciale''. Dagli ambienti di palazzo Chigi non si esclude che il presidente del Consiglio possa chiedere un voto di fiducia al Parlamento sui principi della legge di stabilita' prima di definirla in un articolato. La decisione potrebbe essere presa nella riunione del Consiglio dei ministri di venerdi' chiamato ad approvare la correzione per il rientro dal tetto del deficit (vale 1,5 miliardi) e a rinviare l'aumento dell' Iva. Il rientro nel 3% del deficit e' considerato da Letta la precondizione per mettere a punto una legge di stabilita' che non incorra nel cartellino rosso dell'Unione Europea. gar/cam

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