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pubblicato il 23/dic/2013 18:03

Governo: obiettivi 2014, Letta punta su ''svolta generazionale''

Governo: obiettivi 2014, Letta punta su ''svolta generazionale''

(ASCA) - Roma, 23 dic - Non tantissimo da poter rivendicare - oltre alla tenuta dei conti pubblici e alla prima semina per la tanto agognata crescita - negli 8 mesi vissuti a Palazzo Chigi tra continue tensioni, dentro e fuori la maggioranza. Vecchia e nuova. Cosi', piu' che una tradizionale riproposizione di quanto realizzato finora, la conferenza stampa di fine anno, organizzata dall'Ordine dei giornalisti - la prima per il premier Enrico Letta - ha il filo conduttore della 'prospettiva 2014'. Anno in cui ''le nostre istituzioni si riformeranno in modo completo'', pronostica il presidente del Consiglio, convinto che la ''svolta generazionale'' sulla leadership avvenuta in questi mesi - che lo riguarda in prima persona, insieme a Renzi e Alfano - possa fare da volano agli obiettivi su cui il governo delle larghe intese modificate dovra' essere giudicato. Governo espressione di una maggioranza diversa rispetto all'origine, dopo la fuoriuscita di Forza Italia e la nascita di Nuovo centrodestra, ma che non necessita di restyling: il rimpasto ''non e' un tema all'ordine del giorno, la discussione che faremo a gennaio sara' sul programma'', compresa la riforma della cittadinanza, l'eventuale revisione della Bossi-Fini e dei Cie. Letta si affida quindi allo ''spirito di squadra''. Spirito di squadra tra quarantenni che ''non hanno piu' alibi'' e ''non possono fallire'', chiamati come sono a ''risolvere i problemi lasciati li' da decenni''. Si vedra', anche perche' finora lo schema con cui si dovrebbe andare alle urne nel 2015 e' tutt'altro che delineato. Lo testimonia lo stesso Letta che, a domanda diretta sull'appoggio da dare a Renzi quando si dovesse concretizzare la futura corsa del sindaco di Firenze alla premiership, svicola un po'. Rifugiandosi proprio in quello spirito di squadra all'interno della maggioranza che dovrebbe venire meno, sara' forse inevitabile, quando si avvicinera' il momento di riportare il Paese al voto. Nel frattempo, Letta si dice ''convinto'' che le prossime elezioni europee - limite temporale massimo, tra l'altro, per la riforma della legge elettorale nostrana - non creeranno scontri tra i partiti che compongono il governo. ''Ognuno lavorera' perche' sa che il risultato delle elezioni sara' figlio della buona azione di questi mesi'', puntualizza il premier, secondo il quale da qui a maggio ''si vedranno i primi risultati, che renderanno possibile ai tanti 'san Tommaso' del nostro Paese che la prospettiva e' quella giusta''. Quando si concretizzera' quella ''svolta'' generazionale che riguarda l'intero Paese, ''rimettendo in moto il mondo del lavoro, soprattutto giovanile, facendo tornare i ragazzi dall'estero''. Crescita e lavoro (''vogliamo creare occupazione buona, non senza diritti'' e a gennaio ''incontreremo le parti sociali per definire un contratto di governo''), dunque, i due capisaldi del programma politico di Letta, esplicitato di continuo anche in sede europea, e che sara' l'architrave del semestre di presidenza italiana. D'altronde, ribadisce il premier, ''va chiusa questa lunga legislatura dell'austerita''', per favorire l'ingresso dell'Ue in una ''legislatura della crescita''. ''Su questo lavoreremo con il massimo impegno - assicura - e sono convinto che in Germania il nuovo governo sia nella condizione di essere alleato di questa strategia''. Visione europea a parte, pochi gli spunti di politica estera: un passaggio sull'Iran (''oggi la percezione e' che non tutto sia risolto, ma che si aprono comunque opportunita''') e Medio Oriente (''mi auguro che il 2014 possa essere l'anno nel quale una soluzione possa essere trovata''). Diverse invece le sollecitazioni sulla politica interna, proposte dai cronisti presenti all'Auletta dei gruppi di Montecitorio. Cosi', quello trascorso ''e' un anno in cui la fatica sociale e' stata evidente, alla quale stiamo dando risposte'', puntualizza Letta, per il quale ''l'Italia ce la fara'''. Anche grazie al ''chiarimento di un equivoco''. Ovvero: ''Confermo l'impegno ad abbassare le tasse sul lavoro. E' un impegno che ci prendiamo, ma e' bene chiarire che e' aggiuntivo ad un percorso gia' iniziato''. Percorso che verra' intrapreso ''senza sfasciare i conti pubblici''. Dai conti pubblici al fisco il passo e' breve. E Letta ne approfitta per rimarcare che ''gli italiani non hanno pagato l'Imu'' e che ''nei prossimi anni il peso ed il carico dell'imposta sui cittadini sara' inferiore rispetto a prima''. Impegno che a gennaio vedra' concludersi ''l'iter della delega fiscale, che rappresenta un punto importante, perche' se la chiudiamo entro gennaio, e poi cominciamo ad applicare i decreti attuativi, la delega contiene alcune riforme molto importanti per avere fisco migliore''. Fra le misure in cantiere, ''la riforma del catasto, la riforma della riscossione, le norme antielusione per rendere piu' efficiente il sistema''. E ''gennaio sara' anche il mese in cui cominciare ad approfondire il tema dei capitali illegalmente esportati e dunque del loro rientro, con interventi importanti contro l'autoriciclaggio, collegati al pacchetto di misure su illegalita' e criminalita''. Tutte norme che nel 2014 ''possano rendere il fisco piu' amico dei cittadini''. Letta non dimentica infine di rimarcare il ruolo decisivo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ''con la sua credibilita', con il suo rapporto con il Paese, ha svolto una funzione fondamentale. Credo che abbia salvato l'Italia che stava sbandando''. E ''gli attacchi, le parole utilizzate da Grillo contro il Capo dello Stato, sono assolutamente fuori luogo''. vlm

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