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pubblicato il 27/set/2013 23:42

Governo: non e' ancora crisi, da Letta un ultimo tentativo

Governo: non e' ancora crisi, da Letta un ultimo tentativo

(ASCA) - Roma, 27 set - Un nuovo discorso programmatico in Parlamento con la conseguente richiesta di fiducia. E' l'ultimo, estremo tentativo che il presidente del Consiglio Enrico Letta mette in campo per tentare di salvare il suo governo. Non e' quindi ancora crisi, il Consiglio dei Ministri di questa sera - teatro di uno scontro molto duro tra premier, Pd e Pdl - si e' chiuso con il governo ancora regolarmente in carica e pronto a sostenere a inizio settimana quel chiarimento (con voto di fiducia) chiesto da Letta dopo l'annuncio delle dimissioni in massa dei parlamentari del Pdl. Un'ultima chance per arrivare alla quale il presidente del Consiglio sembra aver sacrificato, almeno per ora, il blocco dell'aumento dell'Iva, oggi non affrontato in Consiglio dei Ministri, senza il quale l'imposta sui consumi e' destinata a passare dal 21 al 22% da martedi' prossimo. La nuova carta del premier, se pure indica una porta ancora parzialmente aperta, non fa pero' passare in secondo piano quanto accaduto nei giorni scorsi. La sensazione che Letta stia per raggiungere il punto di non ritorno emerge chiaramente dalle parole affidate al comunicato finale del Consiglio dei Ministri. E la pazienza sembra essere giunta al limite anche per il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il quale gioca di comune accordo con il premier appoggiando (come fatto oggi) le sue iniziative. Il presidente Letta, si legge nel comunicato, ha manifestato in apertura l'esigenza ineludibile di ottenere un chiarimento politico e programmatico in Parlamento tra le forze della maggioranza che sostiene il governo. ''Dinanzi a noi - ha detto il premier - c'e' la necessita' di un confronto il piu' duro e netto possibile. Non sono disponibile ad andare oltre senza questo passaggio di chiarezza. Un'efficace azione di governo e' evidentemente incompatibile con le dimissioni in blocco dei membri di un gruppo parlamentare che dovrebbe sostenere quello stesso esecutivo. O si rilancia, e si pongono al primo posto il Paese e gli interessi dei cittadini, o si chiude questa esperienza. Non ho alcuna intenzione - ha aggiunto - di vivacchiare o di prestare il fianco a continue minacce e aut-aut. Quanto accaduto mercoledi' scorso proprio mentre rappresentavo l'Italia all'assemblea generale delle Nazioni Unite - contestualita' non casuale - e' inaccettabile''. In attesa del chiarimento, dice riferito all'Iva ma non solo, ''si e' reputato dunque inevitabile il blocco di ogni decisione governativa su temi, anche rilevanti, di natura fiscale ed economica. La sospensione e' dovuta in particolare all'impossibilita' di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la garanzia di una continuita' nell'azione di governo e Parlamento''. fdv/mau

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