sabato 21 gennaio | 18:47
pubblicato il 10/nov/2011 21:00

Governo/ No a Monti divide Idv, Pardi contesta: Aventino sterile

Subissato da chi accusa di lucrare. Come Lega facciamo esclusi

Governo/ No a Monti divide Idv, Pardi contesta: Aventino sterile

Roma, 10 nov. (askanews) - Divisioni anche in Italia dei valori sul 'no' all'eventuale governo Monti. A prendere le distanze dalla posizione contraria ribadita anche oggi dal leader Antonio Di Pietro è il senatore Pancho Pardi, che affida le sue considerazioni ad una lettera ai vertici del partito e ai colleghi parlamentari, spiegando perchè è dell'avviso che Idv debba sostenere un esecutivo guidato dall'ex commissario Ue, magari anche entrando a farne parte. "Il voto contrario, ma anche l'astensione, nella fiducia all'eventuale governo Monti avrebbe il significato - dice - di un Aventino sterile e improduttivo. Ci attirerebbe la facile accusa di operare solo per lucrare voti e interessi di bottega (sono subissato da mail in questo senso inviate da chi ci ha votato)". Il voto anticipato, sostiene Pardi, è un'ipotesi "irrealistica" perchè la situazione in Italia è "grave": "Siamo in una situazione in cui non solo i giorni ma perfino le ore contano nel fronteggiare il rischio di bancarotta. Due mesi di campagna elettorale possono seppellire il paese sotto la speculazione più sfrenata", avverte. Tanto più che così facendo "soffriamo l'identità con la richiesta della Lega", il che "ci condanna al ruolo speculare degli esclusi sui due lati opposti della scena politica". Mentre Idv deve "rivendicare il ruolo decisivo nella demolizione del regime". Ma non solo: "anche l'egoismo di partito ci consiglia un atteggiamento diverso: fuori dalla maggioranza che sostiene il governo siamo i primi candidati (sempre insieme alla Lega!) a essere fatti fuori da una nuova legge elettorale". Per questo, Pardi è dell'avviso che ci si debba impegnare "a fondo". "A seconda di come si configurerà l'assetto dell'eventuale governo Monti - scrive ancora il senatore Idv -potrebbe avere senso perfino l'ingresso nel governo, soprattutto se ci fosse la possibilità di presidiare un ministero adatto a esercitare influenze innovative. Nell'impossibilità di ottenerlo meglio escludere l'occupazione di strapuntini umilianti".

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