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pubblicato il 11/feb/2014 08:46

Governo: Napolitano vede Renzi e cerca strade per garantire stabilita'

Governo: Napolitano vede Renzi e cerca strade per garantire stabilita'

(ASCA) - Roma, 11 feb 2014 - ''Lunedi' vado da Napolitano e in settimana presentero' una nuova iniziativa in chiave programma 2014'', detto dal premier Enrico Letta sabato scorso da Sochi con la chiara intenzione di rafforzare il suo governo e' gia' preistoria. E soprattutto il proseguimento dell'esecutivo sembra essere, con il passare delle ore, sempre meno scontato. I fatti delle ultime ore - dalle rivelazioni di Alain Friedman sull'azione di Napolitano a favore di un governo Monti ben prima che Silvio Berlusconi, nel 2011, si dimettesse all'incontro tra il Capo dello Stato e Matteo Renzi passando per l'anticipo della direzione Pd, dall'annunciato 20 febbraio a dopodomani - sono il segno di una accelerazione in atto nel quadro politico della quale ancora non si comprende il punto di caduta. La cena ieri sera al Quirinale tra il Capo dello Stato e il segretario del Pd, protrattasi per ben due ore, indica senza dubbio la volonta' di Napolitano di tentare di capire quali strade si possano seguire per garantire stabilita' e continuita' all'esecutivo, mettendolo in grado di evitare stress elettorali e poter cosi' continuare nella sua opera, impegnandosi nel rilancio dell'economia e conducendo in porto legge elettorale e riforme istituzionali. Dopo l'incontro al Colle quasi nulle le indiscrezioni. Segno, questo, della evidente delicatezza del momento. Ma il quadro in cui va collocato il colloquio lo disegna bene il deputato renziano Matteo Richetti, che ieri sera a ''Otto e mezzo' ha spiegato che ''domani (oggi - ndr) sara' una giornata centrale per la legge elettorale in aula alla Camera e il Presidente Napolitano ha incontrato Renzi per discutere quali scenari sono possibili per il governo''. Il leader Pd, aveva aggiunto, ''andra' da Napolitano a ribadire quello che ripete da mesi e cioe' che non possiamo pensare che Renzi adesso pressi per andare a Palazzo Chigi'' anche se non si puo' nascondere come il governo sia oggi ''aggrovigliato su se stesso''. Renzi invece, ha ammesso Richetti, ''potrebbe dare al Parlamento un impulso di cambiamento''. Una staffetta, quella che alcuni prevedono tra il sindaco e l'attuale premier, sicuramente non gradita al Capo dello Stato - che continua ad essere il principale sponsor di Letta - ma che potrebbe essere la soluzione per escludere quello che a detta di molti (Napolitano su tutti) sarebbe il grande danno per l'Italia in questo momento, le elezioni anticipate.

Quindi mediazione da parte del Colle (ad un certo punto ieri era sembrato che anche Letta dovesse salire al Quirinale) innanzitutto per capire se il premier ha ancora margini per andare avanti - in accordo gioco forza con il segretario Pd, magari con un Letta bis piu' renziano - oppure dare vita ad un nuovo esecutivo guidato dal ''rottamatore''. Soluzione quest'ultima verso la quale spingono ormai, sia pure con accenti diversi, Ncd, gran parte del Pd e Scelta Civica. Il presidente del Consiglio vedra' sicuramente il Capo dello Stato in questi giorni. Si parla di giovedi' (dopo l'andata a Milano di Letta e il viaggio a Lisbona di Napolitano) anche se non si puo' escludere che i due si ritaglino lo spazio per un colloquio gia' questa mattina, prima della partenza del premier per il capoluogo lombardo.

In ogni caso non sembrano per ora avere credito alcune voci, circolate ieri con insistenza, che davano Letta in procinto di dimettersi. Il capo del governo prosegue nella messa a punto dell'agenda in grado di rilanciare l'azione dell'esecutivo. Dall'impulso all'occupazione alla riduzione delle tasse, dalle riforme istituzionali al rilancio degli investimenti Letta continua nel suo lavoro consapevole pero' di trovarsi nel momento decisivo per la vita del suo governo.

Un momento che passa senza dubbio per l'approvazione della nuova legge elettorale. Tutto quanto sta accadendo si intreccia a doppio filo con la legge elettorale, della quale questa mattina Renzi discutera' nuovamente con i deputati Pd. E' evidente che se il governo ha davanti a se' un orizzonte di lavoro abbastanza ampio - un anno e mezzo, due, di vita - le riforme costituzionali, parallelamente alle nuove regole per il voto, si possono fare. Ma per avere questa possibilita' deve passare la legge elettorale. Un cane che si morde la coda, come si vede. C'e' bisogno insomma di un clima favorevole che puo' evidentemente crearsi solo se si supera lo stallo del governo. Che a sua volta si supera solo se il Pd decidera' compattamente di ''accettare' l'accordo di Renzi con Silvio Berlusconi sulla legge elettorale. La prova di tutto si avra' oggi, con il voto a Montecitorio sugli emendamenti. La minoranza del Pd spinge per l'introduzione di alcune modifiche, dalla parita' di genere alle primarie obbligatorie ma non sembra comunque intenzionata a mettersi di traverso.

Se la legge terra' - e verra' nei suoi tempi approvata, anche con ritocchi - il governo e la maggioranza ne usciranno rafforzati ed allora la discussione se far andare avanti la legislatura o chi far stare a Palazzo Chigi potra' essere svolta senza particolari patemi.

Se invece tutto dovesse saltare, a partire dall'accordo Cavaliere-sindaco la situazione non potrebbe che precipitare con conseguenze imprevedibili.

fdv

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