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pubblicato il 04/apr/2013 16:00

Governo: Napolitano, io non credo che si stia perdendo tempo

Governo: Napolitano, io non credo che si stia perdendo tempo

(ASCA) - Roma, 4 apr - ''Personalmente io non credo'' si stia perdendo tempo. Lo afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al suo arrivo all'universita' di Roma La Sapienza per un convegno, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se le forze politiche stiano facendo passare inutilmente tempo per la formazione del nuovo governo. ''Sapete quello che sto facendo e quello che non faro''', ha poi risposto Napolitano a chi gli chiedeva se avesse in mente di fare un nuovo giro di consultazioni per ricercare una maggioranza che sostenga il nuovo governo. Ieri era stato il sindaco di Firenze Mattero Renzi (Pd) a lanciare il sasso nello stagno, affermando, ad un convegno organizzato per i 120 anni della Cgil fiorentina, che ''stiamo vivendo una situazione politico-istituzionale in cui stiamo perdendo tempo''. ''Il mondo - aveva detto ancora Renzi - ci chiede di correre a velocita' doppia. Noi sindaci sappiamo quanto stiamo soffrendo per il patto stabilita'-stupidita' e la politica che non sa correre continua a proporre soluzioni che poi non riesce a concretizzare''. Infatti, secondo Renzi, la politica pensa ai ''grandi temi macro-economici'' mentre ''le imprese sono sull'orlo della fine''. ''Il tempo - aveva concluso il sindaco - e' scaduto: non so quali possano essere le soluzioni per il futuro ma serve credibilita' politica e istituzionale e risposte sui temi del lavoro o rischiamo di perdere la strada per tornare a casa''. E oggi Renzi e' tornato a ripetere il concetto in un'intervista al Corriere della Sera, attaccando in primis il suo stesso partito: ''Il Pd - ha detto Renzi - deve decidere: o Berlusconi e' il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito, oppure Berlusconi e' un interlocutore perche' ha preso dieci milioni di voti''. Il sindaco di Firenze ha aggiunto: ''Non si puo' stare cosi' in mezzo al guado. Io ho tutto l'interesse a votare subito. Ma l'importante e' decidersi''. L'analisi e' pungente verso il gruppo dirigente del suo partito: ''Pensiamo a cosa e' successo nel mondo dal 25 febbraio a oggi. In Vaticano c'era ancora Ratzinger; in un mese e' stata scritta una pagina di storia. Il pianeta corre. E l'Italia e' totalmente ferma. Le aziende chiudono. La disoccupazione aumenta. E la politica perde tempo''. Renzi rilancia dunque il suo ruolo di potenziale leader del centrosinistra: ''Se il Pd ha paura delle urne, deve dialogare con chi ha i numeri. Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare andando in streaming a elemosinare mezzi consensi a persone come la capogruppo dei 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti''. Il riferimento polemico e' all'incontro tra Bersani, che aveva ricevuto un incarico esplorativo dal Capo dello Stato, e il M5S: ''Mi veniva da dire: 'Pier Luigi, sei il leader del Pd, non farti umiliare cosi'!'. Noi non dobbiamo inseguire Grillo. Facciamo noi i tagli alla politica, aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti e poi vediamo chi insegue''. Renzi ha poi annunciato che chiedera' nuove primarie nel caso di torni al voto in tempi brevi: ''Vorrei essere il primo di una fase nuova. Non posso essere delegittimato dal gruppo dirigente che intendo cambiare. Voglio bene al Pd, ma prima ancora voglio bene all'Italia''. Il sindaco di Firenze fa inoltre proposte concrete: ''Anziche' vivacchiare, rendiamo utile questo voto. Bersani riunisca fin dalla prossima settimana i gruppi parlamentari. Non l' ennesima Direzione che diventa una seduta di autocoscienza; i gruppi parlamentari , che tra l'altro sono quasi tutti bersaniani. Lanciamo una proposta forte. Il sindaco d'Italia: una nuova legge elettorale, grazie a cui si sa subito chi ha vinto. Abolizione del Senato, che diventa la Camera delle autonomie. In sei mesi si puo' fare. Come anche l'abolizione delle Province. Se invece riteniamo che lo spazio per parlare con il centrodestra non ci sia, allora andiamo a votare. Ma in fretta''. int/

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