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pubblicato il 09/nov/2011 21:25

Governo/ Napolitano gioca carta Monti, da tecnico a senatore

Nomina nella giornata di messaggi a mercati: coesione e chiarezza

Governo/ Napolitano gioca carta Monti, da tecnico a senatore

Roma, 9 nov. (askanews) - Giorgio Napolitano gioca la carta Mario Monti. La nomina a senatore a vita del professore, gettonatissimo nelle ipotesi sulla guida di un governo di larghe intese dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi, cade in una giornata che registra uno sforzo massimo del presidente della Repubblica per rassicurare i mercati. La mattinata si è aperta nel peggiore dei modi, con le borse italiane giù e lo spread ai massimi. Segno che non è servita ieri la promessa del Cavaliere di farsi da parte dopo l'approvazione della legge di stabilità con le misure anti-crisi promesse all'Europa. I mercati hanno reagito male e il capo dello Stato se n'è reso conto in mattinata, prima di incontrare il sottosegretario Gianni Letta salito al Colle per la cerimonia organizzata in occasione della giornata dello Spettacolo. Da quel punto in poi, la giornata scorre densa e velocissima. C'è il discorso davanti agli attori e ai registi arrivati al Quirinale per la consegna dei premi 'Vittorio de Sica'. L'ennesimo appello alla "coesione", a mettere da parte "chiusure e vecchi tabù". Quindi, l'incontro al Colle con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che illustra al Capo dello Stato i contenuti del maxiemendamento alla legge di stabilità. Ma non basta. Le borse non si rialzano. Nel pomeriggio il Quirinale diffonde una nota proprio per "fugare ogni equivoco o incomprensione". Il presidente della Repubblica insomma usa la credibilità di cui gode a livello internazionale per rassicurare i partner europei e i mercati globali sulla gestione italiana della crisi. E chiarisce che: "non esiste alcuna incertezza" sulle dimissioni di Berlusconi: "Sono del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza". Un'accelerazione, rispetto ai tempi scanditi ieri, quando si pensava di arrivare all'approvazione definitiva della legge di stabilità e dunque alle dimissioni di Berlusconi entro fine novembre. Nel pomeriggio il governo presenta il maxiemendamento al Senato. Si punta ad arrivare all'ok definitivo entro sabato, cosicchè entro domenica Napolitano possa svolgere le consultazioni dei gruppi e trarre le sue conclusioni nella stessa serata del 13 novembre. In modo che alla riapertura dei mercati, lunedì mattina, l'Italia abbia già un nuovo governo al comando. E' la soluzione cui si sta lavorando alacremente. A sera, arriva la nomina di Monti a senatore a vita. Dal Quirinale la spiegano semplicemente come una prerogativa del presidente. Ma basta guardare le reazioni dei partiti per indovinare nella mossa pensata al Colle una maniera per lanciare l'ennesimo segnale rassicurante all'Europa. Monti insomma è in campo. Non si sa se come capo di un governo di larghe intese: questo sta alla scelta di Napolitano, sentiti i gruppi parlamentari. Ma intanto, il professore da oggi in poi "non è più un tecnico, bensì un padre della patria" in quanto senatore, come dice Eugenio Scalfari che per questo definisce Napolitano "un genio della politica".

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