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pubblicato il 31/lug/2011 12:35

Governo/ Muro Pdl-ministri a difesa Berlusconi: non si tocca

Cicchitto: Antiberlusconismo è l'unico cemento Terzo polo-Pd

Governo/ Muro Pdl-ministri a difesa Berlusconi: non si tocca

Roma, 31 lug. (askanews) - E' un muro di no quello delle prime reazioni di ministri e dirigenti del Pdl alla iniziativa a tenaglia sui quotidiani di oggi dei leader di Terzo Polo (Fini, Casini e Rutelli) e Massimo D'Alema, affinchè sia lo stesso partito del premier oggi rinnovato dalla segreteria Alfano a mettere fine alla premiership di Silvio Berlusconi, rendendiosi diposnibile per un nuovo esecutivo d unità nazionale che metta in campo per prima cosa nuove misure anti crisi. E i primi a scendere in trincea a difesa del premier sono il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, insieme ai ministri Annamaria Bernini, Saverio Romano, Gianfranco Rotondi. "Le tre interviste di Casini Fini e D'Alema - ha liquidato il capogruppo Pdfl alla Camera Fabrizio Cicchitto- hanno un unico punto in comune: quello della contrapposizione pregiudiziale e frontale all'attuale governo, ma poi divergono nettamente nella soluzione politica per cui finiscono con l'elidersi. L'elemento di debolezza di tutte e tre queste prese di posizione deriva dal fatto che il 14 dicembre 2010 e' stato fatto un tentativo di ribaltone che allora e' fallito e che nessuno ha oggi la forza politica di riproporre. Allora secondo Casini e Fini l'attuale governo dovrebbe dimettersi sua sponte, indipendentemente dai rapporti di forza in Parlamento per una sorta di autonoma dichiarazione di resa fatta a prescindere dagli sbocchi politici successivi, cioe' in sostanza una crisi al buio. Infatti D'Alema per parte sua mette in evidenza una tale volonta' di contrapposizione frontale a quella che in modo sprezzante chiama "la destra" che non si capisce con chi e su che base si potrebbe comporre il governo di unita'nazionale auspicato da Casini". "Il governo Berlusconi, per parte sua - ha replicato ancora il presidente dei deputati berlusconiani- non e'stato fermo e non ha alcuna intenzione di star fermo in presenza di un quadro internazionale assai grave, specie nella componente statunitense, e anche di fronte alle forze sociali italiane che invocano una politica per la crescita. Molto recentemente il governo ha approvato il decreto sviluppo e la successiva manovra a testimonianza del fatto che e' del tutto destituita di fondamento la tesi che il governo sta fermo e che ha sottovalutato la crisi economica internazionale in atto. Il governo anche nel passato ha cosi poco sottovalutato la crisi internazionale da aver preso una serie di provvedimenti per il taglio della spesa pubblica per cui e' stato frontalmente attaccato proprio dal Partito Demoratico che quindi in questo periodo dice tutto e il contratto di tutto". (segue)

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