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pubblicato il 11/nov/2011 18:23

Governo/ Monti va avanti,pronto a incarico pieno e poi a Camere

Potrebbe restare premier anche con elezioni. E candidarsi

Governo/ Monti va avanti,pronto a incarico pieno e poi a Camere

Roma, 11 nov. (askanews) - Mario Monti va avanti. Nel giorno dei diversi rilanci del centrodestra per soluzioni diverse dal suo nome e in cui riprende quota nel palazzo anche il ritorno a palazzo Chigi di Giuliano Amato, magari con Monti superministro dell'Economia, diverse fonti autorevoli di opposti schieramenti si dicono convinte che al Presidente della Bocconi divenuto senatore a vita all'improvviso nel giorno della 'certificazione' delle dimissioni di Berlusconi, in questa legislatura alternative non sono più possibili. E che, preso possesso del suo ufficio a Palazzo Giustianiani da senatore a vita e consultato il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, sia già avanti nel limare la sua 'ricetta per l'Italia' da sottoporre al Parlamento. Una forza, quella di Monti, che si è vieppiù consolidata con la ripresa dei mercati dal giorno di un suo laticlavio interpretato come indicazione a prossimo 'premier in pectore'. E con la rinnovata cornice internazionale di consenso, credibilità fiducia su risanamento e ripresa del nostro Paese venutasi a ricreare in questi pochi giorni e attestata dall'impressionante crocevia al Quirinale di colloqui internazionali da Barack Obama a Van Rompuy (solo per citarne alcuni) e dalle prese di posizione di diversi altri big del mondo sull'Italia che hanno segnato una volutamente palese inversione di tendenza. Che oggi viene considerata già questa un valore in sè e un patrimonio non più dilapidabile. Affidavit a cui, dalle dimissioni di Berlusconi attese per il pomeriggio di domani ci si attende una repentina traduzione in realtà. Da qui una determinazione se possibile ancora più forte, viene fatto osservare dalle stesse autorevoli fonti, nell'applicazione rigorosa di quanto messo nero su bianco da Napolitano nel suo comunicato all'indomani dell'incontro con Berlusconi dopo i 308 voti alla Camera della maggioranza sul rendiconto dello Stato. Negli ultimi due capoversi, in particolare, è scritto che "entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti". E che "pertanto sono del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza". Un impegno per onorare il quale soccorre l'articolo 92 secondo comma della Costituzione: "Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri" Domenica sera o lunedì mattina al più tardi, Mario Monti dunque potrà essere il nuovo premier con un incarico pieno. E in poche ora portare al Quirinale la lista dei suoi dodici ministri. Puntando al voto di fiducia di Camera e Senato entro e non oltre la metà della prossima settimana. I numeri e i gruppi che diranno sì alla sua ricetta per curare il Paese diranno anche più delle riunioni di queste ore se a Monti il Parlamento darà fiducia fino alla fine della legislatura. O se invece, per il momento, gli sarà chiesto soltanto di gestire l'amministrazione ordinaria fino alle nuove elezioni "in tempi strettissimi" a cui l'assenza di una larga maggioranza sulla ricetta per il Paese lo abbiano indotto a dimettersi all'indomani del voto parlamentare. Senza escludere che possa essere poi lui stesso in campo a quelle ravvicinatissime elezioni (possibili già dal prossimo 15 gennaio) prospettate dal Quirinale quale unica alternativa a un governo di convergenza ampia. Per chiedere direttamente agli elettori la legittimazione per la medicina da lui proposta per il Paese.

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