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pubblicato il 15/nov/2011 05:10

Governo/ Monti: Sacrifici sì, ma no lacrime e sangue

Vorrei i politici nel governo, ma quel che conta è l'appoggio

Governo/ Monti: Sacrifici sì, ma no lacrime e sangue

Roma, 15 nov. (askanews) - Sacrifici sì, ma no lacrime e sangue. Mario Monti, presidente del Consiglio incaricato, ha tracciato ieri sera le conclusioni della prima giornata di consultazioni con i partiti. Ed ha preannunciato che nel suo programma ci saranno sì sacrifici "ma no lacrime e sangue". "Sicuramente ho parlato di sacrifici" con le forze politiche incontrate, ma "non di lacrime e sangue", ha detto Monti ai giornalisti. Monti non ha sciolto il riserbo su una prossima manovra finanzaria. A chi gli ha chiesto lumi in proposito in conferenza stampa, il premier incaricato ha risposto: "apprezzo la domanda, ma non mi sembra ancora il momento di parlare di questo". "Le consultazioni stanno procedendo con grande serietà e partecipazione costruttiva da parte di tutti", ha aggiunto, preannunciando che oggii incontrerà anche i rappresentanti delle donne e dei giovani. "Le forze politiche sono consapevoli che è necessario ritrovare una fase di distensione che consenta di guardare un pò più in alto con senso di responsabilità e con coesione. Il mio impegno - ha detto ancora Monti - è rivolto a permettere che la politica possa trasformare un momento difficile in vera opportunità con la condivisione di un progetto di speranza, non solo per quanto riguarda l'economia, ma anche sui valori fondanti di una vera comunità civile". Quanto alla formazione del nuovo governo, quel che conta è l'appoggio, se poi alcuni politici entreranno nell'esecutivo sarà un bene, non una pregiudiziale alla formazione del governo. "Ho ritenuto importante - ha detto Monti - dare un segnale concreto e aperto di una disponibilità da parte mia ad avere quell'apporto che necessariamente dovrò avere dalle forze politiche anche in materia di risorse umane. E' una disponibilità da parte mia ma se i partiti politici dovessero vedere in questa fase, dato che sono appena usciti da una fase dialettica estremamente tesa, se dovessero avere difficoltà ad andare così avanti, quando sarebbe fisicamente visibile una fase di coesione dei loro esponenti diretti, credo sia importante che diano questo apporto". "L'orizzonte temporale in cui il futuro governo si colloca è da oggi alla fine della legislatura. Ovvio che il Parlamento può decidere in qualunque momento che il governo non è più degno della sua fiducia, ammesso che gliela conceda. Se però venisse prefissata una data al di qua dell'orizzonte fissato di fine legislatura, questo toglierebbe credibilità all'orizzonte del governo. E non lo accetterei", ha concluso.

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