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pubblicato il 25/nov/2011 21:15

Governo/ Monti preoccupa partiti: Si temono sorprese su misure

Premier non avrebbe scoperto carte, ma ribadito linee programma

Governo/ Monti preoccupa partiti: Si temono sorprese su misure

Roma, 25 nov. (askanews) - Mario Monti non avrebbe ancora 'scoperto le carte' sulle misure che il Governo dovrebbe mettere a punto la prossima settimana, almeno non durante i colloqui con i leader di partito avuto ieri sera, e proprio questo starebbe aumentando le preoccupazioni sia nel Pd che nel Pdl. Il premier, secondo quanto risulta dai racconti che circolano alla Camera, a Bersani, Alfano e Casini si sarebbe limitato a fare un resoconto del trilaterale con Francia e Germania e, dunque, avrebbe esposto solo le linee generali delle misure allo studio. Al tempo stesso, Monti avrebbe richiamato i partiti alla necessità di dare prova di massima compattezza in un momento critico per l'intera Europa e di fronte a misure che, in omaggio al principio di "equità", richiederanno senso di responsabilità sia a destra che a sinistra. Parole che, unite alla mancanza di notizie precise sulle misure, stanno facendo salire la tensione nei due partiti principali. Le indiscrezioni che circolano parlano sia di qualche forma di patrimoniale che di interventi su pensioni e mercato del lavoro, come del resto il premier ha annunciato nel suo discorso progreammatico. Sul fronte Pd, l'intervento di ieri di Elsa Fornero è suonato rassicurante, ma, a microfoni spenti, esponenti dell'ala più filo-Cgil aggiungono: "Abbiamo solo i 'titoli' degli interventi... La preoccupazione è che quando scorpriranno le carte ci posssano essere sorprese. Sia per noi che per il Pdl". Certo, c'è la rassicurazione della consultazione preventiva con le parti sociali, che in parte rassicura il Pd. Ma qualcuno spiega che anche sulle pensioni, per esempio, la gestione delle 'finestre' potrebbe essere meno graduale di quella adombrata dalla Fornero ieri. E' anche vero che un'altra metà del partito, la minoranza di Veltroni e Fioroni, ma anche pezzi di maggioranza come lettiani e franceschiniani, sono pronti a dare pieno sostegno alle misure che il premier ha in cantiere, anche perché pure sui temi più scottanti, come pensioni e lavoro, le posizioni non sono distanti da quelle abbozzate da Monti in Parlamento. Bersani, insomma, dovrà esercitare tutta la sua pazienza per evitare che le discussioni di questi giorni tra l'ala 'filo-Ichino' e quella 'pro-Fassina' riemergano al momento della presentazione delle misure. Ma timori analoghi circolano nel Pdl: le informazioni sono poche e raccontano che alcuni funzionari dei ministeri vicini al centrodestra stiano sondando persino la Ragioneria generale per avere lumi. Di sicuro, una qualche forma di patrimoniale, chiesta dal Pd e dal 'terzo polo', pare proprio che ci sarà. Un tema che preoccupa molto il partito di Silvio Berlusconi, che pure aveva aperto a qualche rimodulazione delle tasse sulla casa. In realtà non sembra esclusa nemmeno una tassa sui grandi patrimoni, e questo per il partito di Alfano sarebbe assai difficile da accettare. C'è poi il delicato capitolo delle liberalizzazioni, anche delle professioni, da sempre problematico per il Pdl che ha tra i propri elettori molti professionisti. Timori che, spiegano, avrebbero spinto Alfano a porre qualche 'avvertimento' ieri sera a Monti. D'altro canto, raccontano nel terzo polo ma anche nell'ala più 'liberal' del Pd, "alla fine tutti dovranno votare quello che dice Monti, con gli spread a questi livelli è da vedere chi avrà il coraggio di mettersi di traverso". Proprio quello che temono i due partiti principali, per le ripercussione che questo può avere sugli equilibri interni. Ancora aperta la questione dei sottosegretari, poi: il nodo dei vice all'economia è ancora da sciogliere. Grilli ancora non si è convinto ad accettare l'incarico, mentre continua a circolare il nome di De Ioanna. Per il Pd resta in pista Giampaolo D'Andrea per i rapporti con il Parlamento e Francesco D'Onofrio per il 'terzo polo'. Sull'ambiente il nome indicato è quello di Maria Vittadini, che però avrebbe creato qualche problema nel Pd.

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