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pubblicato il 18/nov/2011 05:10

Governo/ Monti oggi alla Camera, e parla l' on. Berlusconi

L'ex premier: "votiamo sì ma è sospensione democrazia"

Governo/ Monti oggi alla Camera, e parla l' on. Berlusconi

Roma, 18 nov. (askanews) - Incassata la fiducia al Senato ieri sera con 281 voti favorevoli su 306 votanti, oggi il presidente del Consiglio Mario Monti si presenta alla Camera dei deputati per raccogliere anche il voto di fiducia dei deputati, l'ultimo e definitivo tassello prima di avviare l'azione di governo. Un governo che sulla base del programma ieri esposto ai senatori, è fondamentalmente economico. Oggi però è anche il giorno in cui il deputato Silvio Berlusconi prenderà la parola nell'Aula della Camera. Lo farà per dire che il Popolo delle Libertà voterà la fiducia al governo Monti. In piedi, onorevole tra gli onorevoli, parlerà rivolgendo lo sguardo verso il banco su cui l'ultima volta era seduto come presidente del Consiglio - appena dieci giorni fa. Con ogni probabilità Berlusconi vestirà i panni dello statista, rivendicando quanto di buono è stato fatto dal suo esecutivo e dalla sua squadra. Spiegherà che la crisi è mondiale e che i fondamentali dell'Italia restano buoni. E confermerà il sostegno al suo successore e a tutta la squadra, ribadendo però che fino a che il governo Monti realizza il programma concordato con l'Ue, bene. Su tutto il resto si valuterà, step by step. Con una postilla sulla patrimoniale: non se ne parla. Questo almeno in pubblico. Perchè in privato il Cavaliere è dolce-amaro verso il Professore. Perchè, incontrando ieri senatori e i deputati del Pdl, l'ex premier è stato bifronte: da una parte ha promesso "correttezza" e dall'altra ha classificato la nascita di questo governo sotto la voce "sospensione della democrazia". "Quanto durerà il governo Monti - dà la carica ai suoi piuttosto abbacchiati - dipenderà anche da noi che siamo decisivi anche nella nuova maggioranza". Berlusconi ha bisogno non soltanto di far vedere che le dimissioni lo hanno provato ma non abbattuto. Deve cercare anche di tenere unito un partito che per ora regge ma che rischia di essere infettato dal virus della scissione: troppo sparpagliati si è arrivati a dare il via libera all'appoggio a Monti, troppo forte il rischio che l'Opa ostile dell'Udc (per dirla con le parole di Alfano) metta a dieta il partito. O che al Nord ci sia un travaso verso la Lega che ha preferito mettersi in disparte. Anche per questo Berlusconi si mostra pronto a darsi da fare per rafforzare il Pdl. E ha promesso che a primavera ci sarà quel congresso nazionale che era praticamente scomparso dai radar. Poi ha pensato di tornare alle origini e di fondare una tv (l'ennesima): questa volta sarà del Pdl e nascerà, guarda un po', negli spazi lasciati liberi dalla tv di D'Alema a palazzo Grazioli.

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