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pubblicato il 07/mar/2012 21:55

Governo/ Monti incassa stop Pdl: Ma non rinunciamo a nostra parte

Rai-Giustizia? Agiremo su tutto ciò che impatta su competitività

Governo/ Monti incassa stop Pdl: Ma non rinunciamo a nostra parte

Roma, 7 mar. (askanews) - Mario Monti reagisce col consueto aplomb, minimizza l'accaduto rimandando a "problemi tra i partiti" più che tra il governo e i partiti, che comunque "ci hanno ribadito il loro convinto e continuo sostegno". Ma l'annullamento del vertice di maggioranza, dopo la defezione di Angelino Alfano, segna il momento di maggiore tensione tra l'esecutivo e la maggioranza sui generis che lo sostiene. Tanto che nel governo si coglie qualche timore sulle ripercussioni in Parlamento delle fibrillazioni. Tanto che anche dal Quirinale (oggi Giorgio Napolitano ha incontrato Monti ad una mostra a palazzo Giustiniani) si sottolinea l'attenzione continua al dibattito parlamentare. Tuttavia, nel ragionamento svolto con i suoi, il premier è stato chiaro: Sulle questioni di politica economica, il core business del governo, non si transige e non c'è alcuna intenzione di cedere ai veti incrociati dei partiti, come dimostra la decisione con cui più volte è stata posta la fiducia sui provvedimenti. E come si continuerà a fare ogni qual volta lo si riterrà necessario. Sugli altri provvedimenti, da palazzo Chigi riconoscono che il ruolo del governo è diverso, è quello di 'facilitare' il dialogo tra i partiti, anche quando questo dovesse richiedere un po' più di fatica. Perchè la convinzione è che anche se ci vorrà del tempo, su certi aspetti di Rai e giustizia si dovrà intervenire. Tanto che al vertice riconvocato per la prossima settimana, l'atteggiamento di Monti sarà identico: nessuna agenda fissata, si parlerà dell'attualità politica e dei temi che i partiti porranno. Insomma, il governo - nonostante la presa di posizione di Cicchitto - si sente del tutto legittimato a intervenire su tutto quello che "impatta" sulla competitività del Paese o sull'uso delle risorse pubbliche. Evidente il riferimento alla ddl anticorruzione, considerato fondamentale per creare condizioni corrette sui mercati. Così come da via Arenula ribadiscono che la norma sulla responsabilità civile dei giudici andrà cambiata. Quanto alla Rai, da tempo Monti ritiene necesario intervenire, per garantire la stessa sopravvivenza dell'azienda che - si ricorda - vive di soldi pubblici e di soldi dei cittadini. Se non sarà possibile intervenire sulla governance, dunque, il governo ha tutta l'intenzione di esercitare i suoi poteri - a partire dalle nomine dei 'suoi' consiglieri e del direttore generale - per garantire una "sana gestione" di quelle risorse. Quello che da palazzo Chigi escludono è che la decisione del Pdl di disertare il vertice sia stata presa dopo il colloquio di stamattina tra Monti e Fedele Confalonieri: "Ha parlato praticamente solo il presidente di Mediaset, il premier si è limitato a prendere nota di quanto gli sottolineava", spiegano dal suo staff. Tuttavia, più di qualcuno nel governo lega alle difficoltà di Mediaset l'intransigenza del Pdl sulla Rai.

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