martedì 17 gennaio | 06:48
pubblicato il 17/nov/2011 05:10

Governo/ Monti in Parlamento, la fiducia al Senato stasera

Comunicazioni alle 13, dichiarazioni di voto dalle 19 in diretta

Governo/ Monti in Parlamento, la fiducia al Senato stasera

Roma, 17 nov. (askanews) - Si preannuncia lunga la giornata al Senato per il neo-premier Mario Monti, che farà le sue comunicazioni all'Aula dalle 13 alle 13,30, ma che riceverà la fiducia non prima delle 21,30. Secondo l'agenda stabilita dalla riunione dei capigruppo, Monti parlerà in Aula dalle 13 alle 13,30. Poi, ha raccontato il vicecapogruppo dell'Idv, Fabio Giambrone, "ci sarà una sospensione di trenta minuti per consentire a Monti di recarsi alla Camera e consegnare e integrare il testo delle sue dichiarazioni". Poi, dalle 14 alle 18, in Senato, ci sarà la discussione generale, e quindi, dalle 18,30, la replica del presidente del Consiglio. Alle 19, in diretta tv, dichiarazioni di voto e quindi, dalle 20,30, la 'chiama' dei senatori, che dovrebbe concludersi con la fiducia attorno alle 21,30. Con la fiducia della Camera, venerdì, il governo entrerà poi nelle sue piene funzioni. Non ci sono politici nella squadra di Monti; interim all'Economia per il premier, tre donne in posti chiave, superministero per Corrado Passera. La lista letta dal nuovo premier al Quirinale è giunta dopo due ore di attesa e un lunghissimo colloquio con il presidente della Repubblica. Rraccontano fonti parlamentari che "l'80% del colloquio è stato dedicato alla soluzione del 'nodo Passera'". Ovvero il 'superdicastero' Sviluppo-Infrastrutture creato ad hoc per il banchiere di Intesa e che lui stesse avrebbe fortemente voluto. Soluzione che il Professore avrebbe portato al Colle ma che avrebbe incontrato le resistenze di diversi partiti della nuova maggioranza per l'enorme concentrazione di potere nelle mani di Passera. Ad esempio, ma non solo, quelle del Pd che immaginava una soluzione diversa, accorpando piuttosto Sviluppo e Ambiente. Momenti tesi, superati con la considerazione, spiegano da un partito di maggioranza, che "alla fine i cordoni della borsa li tiene Monti a via XX settembre". Altro nodo, la funzione pubblica: non ci sarà il ministero, forse un vice ministro. Sulla possibilità di inserire nella squadra nomi di spicco indicati dai partiti come Gianni Letta e Giuliano Amato, che avrebbero potuto garantirgli un coinvolgimento più vincolante dei gruppi parlamentari che gli assicureranno la maggioranza, Monti aveva invece messo una pietra sopra già nella notte. Un pressing fallito, quello per l'ingresso dei politici, con il Pdl che a quel punto rivendica Antonio Catricalà al posto di Letta e con l'intesa che sarebbe stata raggiunta solo sui sottosegretari: saranno 'indicati' dai partiti, ma non scelti tra le fila degli attuali parlamentari.

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