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pubblicato il 16/nov/2011 21:55

Governo/ Monti I senza politici ma con Passera superministro

Tensione su ex banchiere, il premier: No intralci da suo passato

Governo/ Monti I senza politici ma con Passera superministro

Roma, 16 nov. (askanews) - Niente politici nella squadra del Monti I, interim all'Economia per il premier, e superministero per Corrado Passera. La lista letta dal nuovo premier al Quirinale arriva dopo due ore di colloquio tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Professore. Due ore, come dirà lo stesso Monti in conferenza stampa, dovute soprattutto a individuare la "struttura" del nuovo esecutivo. Ovvero, traducono fonti parlamentari, il "nodo Passera". Perchè sembrava che già alle 12 Monti potesse presentarsi all'uscita dello Studio della Vetrata, al Quirinale, ma prima che il premier incaricato sciolga la riserva saranno già le 13,20. Oltre due ore di incontro faccia a faccia con Giorgio Napolitano: tempo "necessario per la mia esposizione al Capo dello Stato, che le ha condivise, delle considerazioni su una determinata struttura" dell'Esecutivo. Ad esempio che "in questo momento la delega dell'Economia appartenga alle competenze del Presidente", è la spiegazione fornita dal Professore. Ma in realtà, raccontano fonti parlamentari, "l'80% del colloquio è stato dedicato alla soluzione del 'nodo Passera'". Ovvero il 'superdicastero' Sviluppo-Infrastrutture creato ad hoc per il banchiere di Intesa e che lui stesse avrebbe fortemente voluto. Soluzione che il Professore avrebbe portato al Colle ma che avrebbe incontrato le resistenze di diversi partiti della nuova maggioranza per l'enorme concentrazione di potere nelle mani di Passera. Ad esempio, ma non solo, quelle del Pd che immaginava una soluzione diversa, accorpando piuttosto Sviluppo e Ambiente. Momenti tesi, superati con la considerazione, spiegano da un partito di maggioranza, che "alla fine i cordoni della borsa li tiene Monti a via XX settembre". Altro nodo, la funzione pubblica: non ci sarà il ministero, forse un vice ministro. Alla fine dunque prevarrà la scelta del superministero, che Monti difenderà in conferenza stampa: "Mettere più al centro le iniziative coordinate per la crescita economica e lo sviluppo", è la logica che sottintende alla decisione. Con il premier che, rispondendo ad una domanda, esclude il rischio di conflitto di interessi: "Passera ha una lunga storia manageriale che include esperienze nell'industria, nei servizi e nelle banche e ho considerato la sua storia come importante premessa e promessa di un'attività proficua senza che vi siano nelle sue nuove funzioni intralci legati alla sua attività passata". Sulla possibilità di inserire nella squadra nomi di spicco indicati dai partiti come Gianni Letta e Giuliano Amato, che avrebbero potuto garantirgli un coinvolgimento più vincolante dei gruppi parlamentari che gli assicureranno la maggioranza, Monti aveva invece messo una pietra sopra già ieri notte. E così quando si presenta all'uscita dello Studio della Vetrata, il premier spiegherà che anzi "la non presenza di personalità politiche nel governo agevolerà anzichè ostacolare il solido radicamento in Parlamento dell'Esecutivo, perchè toglierà un motivo di imbarazzo". Tuttavia, è la certezza di Monti, "abbiamo operato in tempi brevi e con serietà delle procedure e attenzione alla qualità delle scelte: ci sentiamo sicuri di ciò che abbiamo fatto" e "abbiamo ottenuto segnali incoraggianti dai partner europei e a livello internazionale". Quanto basta per sperare che "in questa fase complicata ci sia un rasserenamento dei mercati almeno per la parte concernente il nostro paese". Un pressing fallito, quello per l'ingresso dei politici, con il Pdl che a quel punto rivendica Antonio Catricalà al posto di Letta e con l'intesa che sarebbe stata raggiunta solo sui sottosegretari: saranno 'indicati' dai partiti, ma non scelti tra le fila degli attuali parlamentari. A Monti resta un auspicio: "Governando bene, io e il governo possiamo dare un contributo alla coesione" dei partiti in un "momento straordinario per la società italiana e per il rapporto esasperato tra le forze politiche".

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