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pubblicato il 16/set/2013 08:31

Governo: Monti chiede patto di coalizione, Renzi sfida il Pdl

Governo: Monti chiede patto di coalizione, Renzi sfida il Pdl

(ASCA) - Roma, 16 set - ''Bisogna rafforzare il governo con un patto di coalizione per impedire che Pd e Pdl lo facciano galleggiare in una campagna elettorale estenuante. Altrimenti le ragioni della nostra presenza nella maggioranza verrebbero meno''. Lo dice Mario Monti in chiusura della Festa di Scelta civica a Caorle, chiarendo che la sua proposta ha l'obiettivo di rafforzare l'esecutivo. L'ex premier non raccoglie l'invito di Pier Ferdinando Casini che da Chianciano, dove si svolgeva la Festa dell'Udc, gli aveva proposto di dare vita a un nuovo soggetto politico che si collochi nel popolarismo europeo e cerchi di aggregare le componenti centriste di Pdl e Pd. Si ufficializza cosi', dopo le controversie nei gruppi parlamentari, la fine di Scelta civica come sigla che nelle elezioni politiche dello scorso febbraio raccoglieva insieme montiani, Udc e Italia Futura (la Fondazione di Luca Cordero di Montezemolo). Su cio' che potra' accadere sullo scenario politico nelle prossime settimane, Monti si dice convinto che Silvio Berlusconi non stacchera' la spina al governo, neppure dopo il voto della Giunta per le elezioni del Senato che mercoledi' sera si esprimera' a maggioranza per la sua decadenza da senatore. L'ex premier sottolinea che per risolvere i problemi dell'Italia non serve un governo ''con il sostegno tattico di Pd e Pdl, ma servono una strategia duratura e un patto di coalizione''. Intanto Matteo Renzi riaccende le polemiche lanciando dalla Festa democratica di Sesto San Giovanni la sfida al centrodestra: ''Se andiamo alle elezioni, non faremmo gli stessi errori: questa volta li asfalteremmo. Per questo motivo, Berlusconi non fara' cadere il governo perche' al centrodestra conviene restare dove sta e ha paura delle elezioni. Al massimo, chiedera' ai suoi ministri di dimettersi per poi riconfermarli''. Il piu' accreditato candidato alla segreteria del Pd nel prossimo Congresso spiega la sua posizione nei confronti dell'esecutivo: ''Il governo e' in carica da aprile e noi ci aspettiamo che si occupi di cose concrete e non stia dietro a ricatti e minacce. Faccia le cose che ha promesso di fare, come la legge elettorale''. Quanto al voto sulla decadenza di Berlusconi, il sindaco di Firenze dichiara: ''L' ipotesi di salvarlo non esiste. Se anche qualche furbastro ci provasse, ma non credo, Berlusconi ha una condanna definitiva con l' interdizione''. A convinta difesa dell'esecutivo, piu' di quanto faccia Renzi, si schiera Guglielmo Epifani, nel suo intervento alla Scuola politica del Pd a Cortona: ''Se il centrodestra dovesse staccare la spina, se ne assumera' la responsabilita': non stacca la spina al governo ma al Paese. Al Pd, ma soprattutto al Paese, interessa che il governo faccia bene le scelte sulla legge di stabilita'''. Il segretario piddino conferma il voto a favore della decadenza di Berlusconi e sposta l'attenzione sull'economia: ''Bisogna scegliere questa volta con attenzione ed equita'. Il vero problema che interessa il Paese e' come si fara' la legge di stabilita' rispettando i criteri europei, mettendo delle risorse per l'occupazione, per lo sviluppo e per ridurre il disagio della poverta'''. Dalla trasmissione ''In 1/2 ora'' su Raitre, Renato Schifani ribadisce la posizione del Pdl sul caso Berlusconi: ''E' evidente che si voglia arrivare alla rottura. Secondo me, il Pd vuole andare a votare e vuole la crisi di governo. Sono pessimista sul destino del governo e mi auguro che cio' non avvenga perche' mi interessa la stabilita' del governo e del Paese''. Il capogruppo del Pdl al Senato ritiene che con il voto anticipato ''si porterebbe il Paese al baratro'': ''Trovo inspiegabile l'atteggiamento del Pd, se non alla luce di un preciso disegno che e' appunto quello di rompere l'alleanza di governo''. Schifani boccia l'ipotesi che il pronunciamento dell'Aula del Senato sulla decadenza di Berlusconi possa svolgersi a voto palese, dal momento che le regole di palazzo Madama non lo prevedono quando si vota su casi che riguardano il singolo senatore: ''Nessuno avalli blitz per modificare il regolamento sul voto segreto. Dopo l'anomala velocita' dell'attivita' della Giunta, questo sarebbe l'ennesimo comportamento inaccettabile in una vicenda che sta assumendo i contorni di una vera e propria provocazione. Il Pdl fara' da argine a qualsiasi forzatura delle regole''. Beppe Grillo attacca Pd e Pdl sul suo blog: ''Nel segreto dell'urna tutto puo' succedere. Se si vota con il voto segreto, mozione Schifani, Berlusconi e' salvo e il pdmenoelle e' morto. Se si abolisce il voto segreto, Berlusconi decade e va in galera e il Pdl e' morto. Un vicolo cieco per i due appassionati amanti che non vogliono separarsi perche' non possono vivere politicamente uno senza l'altro''. gar/sam/

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