martedì 24 gennaio | 06:02
pubblicato il 17/apr/2012 21:11

Governo/ Monti cerca patto con 'ABC', ma scoppia caso frequenze

Premier teme paralisi: Avanti con riforme, mi avete chiamato voi

Governo/ Monti cerca patto con 'ABC', ma scoppia caso frequenze

Roma, 17 apr. (askanews) - L'obiettivo del vertice è un nuovo patto con Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, che accompagni l'azione del governo nei prossimi mesi tra ddl lavoro, misure per la crescita, provvedimenti sulla giustizia, intervento sulla Rai. Ma sulla strada di Mario Monti scoppia il caso beauty contest, con il Pdl inferocito per l'emendamento del governo che mette all'asta le frequenze tv. Sul lavoro la partita sembra in dirittura d'arrivo, con le modifiche alla flessibilità in entrata chieste dal Pdl su cui il Pd non sembra voler alzare barricate. Sulla crescita, al vertice Corrado Passera presenterà le misure cui il governo sta lavorando da tempo, e l'obiettivo è quello di individuare priorità su cui magari accelerare. Ma sulla riunione in corso a palazzo Chigi pesa ora l'incognita dell'atteggiamento che il Pdl terrà dopo l'emendamento. L'accusa al governo è quella di non aver rispettato i patti, di aver modificato - insieme al Pd - il testo concordato con via dell'Umiltà. Ma per ora dall'esecutivo non danno per certo che Alfano alzerà più di tanto i toni: "Per il Pdl nel pomeriggio ha parlato solo Romani, nessun altro...", fa notare un membro di governo. Chissà se sarà argomento anche del pranzo fissato per giovedì tra Monti e Silvio Berlusconi. Ma di sicuro un'ulteriore fibrillazione non può che preoccupare Monti, tanto che anche oggi ha richiamato tutti al senso di responsabilità: "Le tensioni delle ultime settimane mostrano che non dobbiamo e non possiamo abbassare la guardia, dobbiamo proseguire con le riforme e continuare a lavorare per porre le finanze pubbliche su una base più sana". Non che nel governo si tema per la vita dell'esecutivo, ma la paralisi, anche nella visione del premier, è considerata non tanto diversamente. Nel governo sono certamente consapevoli che la situazione dei partiti non è certo migliorata da novembre, tra gli scandali legati ai fondi pubblici e con l'onda montante di antipolitica. Una debolezza che fa ridimensionare le fibrillazioni legate alle amministrative e le voci ricorrenti di un voto ad ottobre. Ma anche nell'esecutivo, confida un ministro, si avverte una certa stanchezza, un esaurirsi della 'spinta propulsiva', che si somma agli effetti attesi in termini di popolarità quando si inizierà a sentire il peso delle nuove tasse, a partire dal'Imu. Da qui la necessità di rinvigorire l'azione di governo, e di rinserrare le fila di una maggioranza. Non è un caso che nei giorni scorsi, con i suoi interlocutori, Monti abbia tenuto a ricordare di essere stato chiamato dal capo dello Stato e dagli stessi partiti proprio per mettere mano ai nodi strutturali del Paese. Un concetto ribadito anche pubblicamente pochi giorni fa, e che resta l'argomento maggiormente convincente da parte del premier.

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