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pubblicato il 30/nov/2011 21:52

Governo/ Manovra agita Pd, Bersani boccia voci su pensioni

Segretario assicura sostegno ma chiede coinvolgimento

Governo/ Manovra agita Pd, Bersani boccia voci su pensioni

Roma, 30 nov. (askanews) - Il malumore del Pd nei giorni scorsi era sottotraccia, per raccontarlo bisognava affidarsi alle confidenze che qualche parlamentare concedeva dietro condizione dell'anonimato, ma oggi le perplessità cominciano ad essere leggibili anche nelle dichiarazioni ufficiali. La mancanza di informazioni ufficiali sui provvedimenti che il Governo si appresta a varare sta mettendo a dura prova non solo l'ala sinistra del Pd, ieri sera anche Franco Marini ha dato voce alle perplessità sull'articolo 18 e oggi sulle pensioni è stato lo stesso segretario Pier Luigi Bersani a spiegare che le indiscrezioni sui giornali non gli piacciono. Certo, Bersani ha assicurato che il Pd sosterrà il Governo anche se non condivide "il 100%" delle misure, ma il distinguo posto è significativo. Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro, ex ministro del Welfare ed ex compagno di scuola del ministro Elsa Fornero, oggi ha messo un paletto forte sulle pensioni: "Non serve continuare a discutere sulle illazioni giornalistiche a proposito della manovra del Governo. Mi auguro che si svolga un confronto preventivo con i leader dei partiti che sostengono il governo. Così come è indispensabile che l'esecutivo non abbandoni la strada della concertazione con le parti sociali". Altri esponenti democratici, off the records, aggiungono: "Questa cosa del blocco dell'adeguamento al costo della vita è incredibile, soprattutto se fatta indiscriminatamente. E bisogna dire che anche un assegno di 2mila euro, se uno deve pagare un affitto, consente appena di sopravvivere...". Certo, sono malumori che riguardano solo una parte del Pd, l'ala moderata del partito è militarmente allineata a sostegno del Governo, ma questo non significa che Bersani possa essere entusiasta di ritrovarsi un partito diviso in due al primo provvedimento del Governo. "Sappiamo che dovremo accettare misure che non condividiamo al 100 per 100 ma abbiamo anche da dire la nostra", ha avvertito oggi. "Su alcune cose siamo d'accordo, su altre no, ma non è serio commentare indiscrezioni". Il riferimento alle indiscrezioni è anche un modo per sollecitare Monti a coinvolgere i partiti nelle decisioni che il Governo si appresta a varare. Anche perché, è il ragionamento del segretario, ci sarà pur bisogno di preparare il terreno, visto che le misure saranno amare. Per la tenuta dello stesso Governo, è il ragionamento, è importante che si prepari bene ogni dossier: se salgono le tensioni nel Pd, ragionano al Nazareno, rischia di avvitarsi tutta la situazione. Le voci di congresso per ora vengono negate dal segretario ("Lasciate che la voce circoli, tanto decido io e io non ci penso neanche") ma sono indicative della precarietà dell'equilibrio interno ai democratici.

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