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pubblicato il 10/gen/2012 19:45

Governo/ Malinconico lascia, Monti irritato ma lo ringrazia

"Dimissioni a tutela esecutivo". Politica riconosce senso Stato

Governo/ Malinconico lascia, Monti irritato ma lo ringrazia

Roma, 10 gen. (askanews) - Carlo Malinconico si è dimesso. La bufera mediatica scatenata dalla notizia di una vacanza di lusso offertagli da uno degli imprenditori della 'cricca' non ha lasciato scelta al sottosegretario con delega all'Editoria. E' stato lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti a chiedergli di lasciare, ma Malinconico la decisione l'aveva maturata da sè. Dopo aver letto le prime pagine dei giornali che lo accusavano di essere diventato un 'caso politico' che metteva in difficoltà il governo del professore, al quale ieri Malinconico aveva inviato una lunga lettera per assicurare la sua onestà, il sottosegretario ha deciso di rassegnare le dimissioni, "per poter meglio difendere la propria immagine e onorabilità in tutte le sedi, nonché per salvaguardare la credibilità e l'efficacia dell'azione del Governo", si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi al termine dell'incontro avuto con Monti. Il presidente del Consiglio ha pubblicamente manifestato "apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato nell'anteporre l'interesse pubblico ad ogni altra considerazione" e "ringraziato il sottosegretario per il suo contributo al lavoro del Governo, pur nella brevità del suo incarico", ma l'episodio in realtà - hanno riferito diverse fonti della maggioranza- lo avrebbe irritato non poco. A poche ore dalla dichiarazione di "orgoglio per la sua squadra" infatti il premier non avrebbe gradito di vedere incrinata quell'immagine di un esecutivo composto di tecnici affidabili e onesti, ragione per la quale avrebbe spiegato a Malinconico che le sue dimissioni erano necessarie e irrevocabili per poter restituire forza e credibilità all'esecutivo. Chi ha avuto modo di parlare con il sottosegretario oggi lo descrive amareggiato ma consapevole di aver compiuto una leggerezza. Del resto la vicenda del pagamento della vacanza da parte dell'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli era emersa un anno e mezzo fa. Malinconico era convinto che fosse stato l'amico Balducci a provvedere, racconta chi lo conosce e ne garantisce la totale onestà, e una volta venuto a conoscenza dell'intervento di un imprenditore a lui estraneo il suo errore è stato non intervenire subito per sanare l'equivoco e soprattutto non averlo fatto prima di accettare l'incarico nell'esecutivo di Mario Monti, ruolo che lo avrebbe ovviamente messo sotto i riflettori. Malinconico ha ricevuto però riconoscimenti dalle forze politiche per aver dimostrato "esempio di stile e senso dello Stato", come hanno sottolineato esponenti del Pd che ebbero Malinconico segretario generale a palazzo Chigi sotto il governo Prodi. Onore delle armi per il sottosegretario anche da parte del Terzo polo, con l'Udc che lo descrive come un "galantuomo". Con toni diversi apprezza le dimissioni anche Antonio Di Pietro per il quale si tratta però di un "atto dovuto". Nessun commento da parte del Pdl che sulle dimissioni di solito ha una posizione più garantista tanto da definire fino a ieri tutta la vicenda una "montatura mediatica".

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