sabato 21 gennaio | 11:57
pubblicato il 02/ott/2013 10:40

Governo: M5S, 22 punti irrealizzati, ecco la nostra mozione sfiducia

(ASCA) - Roma, 2 ott - I senatori del Movimento 5 Stelle presentano la loro mozione di sfiducia al governo Letta ed elencano 22 priorita' da loro individuate e alle quali l'esecutivo non ha dato risposte, dal reddito di cittadinanza all'abolizione di Equitalia. Questo il testo: ''In considerazione della estrema gravita' della acutissima e persistente crisi economico-finanziaria che coinvolge il nostro Paese; valutata la totale inadeguatezza ed incapacita' del Governo di porre in essere iniziative legislative ed amministrative volte a risolvere i cogenti problemi del Paese, di ordine economico, sociale e concernenti la moralita' pubblica; registrati i molteplici dissensi politico-programmatici, insiti nelle forze politiche di maggioranza, sfociati nello stallo dell'azione di governo e in aperte divergenze di indirizzo politico e legislativo; preso atto delle reiterate iniziative - di carattere eversivo - assunte dal capo di un partito di maggioranza e da alcuni ministri che stanno provocando gravissimi conflitti tra poteri dello Stato ed, in particolare, tra potere legislativo e potere giudiziario; considerato che la credibilita' del nostro Paese nell'ambito della Comunita' internazionale e dell'Unione europea e' caratterizzata da una scarsa affidabilita' e credibilita' del Governo in carica; valutato del tutto improprio il coinvolgimento diretto, formale e sostanziale, del Governo nell'ambito del procedimento di revisione della Costituzione attualmente all'esame del Parlamento, volto a scardinare i principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale come la sua ''rigidita''' formale e sostanziale; considerando, inoltre, che con i provvedimenti adottati dal Governo dal maggio 2013 ad oggi: non si e' introdotto il reddito di cittadinanza; non si sono adottate misure immediate ed efficaci per il rilancio della piccola e media impresa; non si e' introdotta una effettiva legislazione anticorruzione; non si e' ne' informatizzato ne' semplificato lo Stato; non si e' abolito alcun finanziamento pubblico ai partiti politici; non si e' istituito alcun sistema per verificare gli arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni; non si e' introdotto alcun nuovo strumento di democrazia diretta, come il referendum popolare confermativo e referendum popolare abrogativo, senza quorum; non si e' provveduto ad alcuna riduzione delle indennita' dei parlamentari, ne' alla riduzione dei costi della politica; non si e' provveduto a promuovere modifiche ai regolamenti parlamentari, volte ad introdurre l'obbligo di esame di ogni iniziativa legislativa popolare; non si e' provveduto alla riforma del sistema pubblico radiotelevisivo, al fine di renderlo indipendente dal sistema partitico e politico; non si e' seriamente supportata, da parte del Governo, alcuna riforma del sistema elettorale vigente; non si e' provveduto a fissare a due il numero massimo di mandati elettorali, a qualsiasi livello, che ogni cittadino puo' essere chiamato a ricoprire; non si e' introdotta alcuna disciplina volta a prevenire e a contrastare il conflitto di interessi; non si sono ripristinati i fondi tagliati alla Sanita' ed alla scuola pubblica; non si e' provveduto ad alcuna abolizione dei finanziamenti diretti ed indiretti ai giornali; non si e' provveduto a garantire ai cittadini il libero e gratuito accesso alle Rete; non si e' abrogata - in maniera definitiva - l'IMU sulla prima casa; non si sono introdotte misure volte alla piena impignorabilita' della prima casa; non si e' abolita Equitalia; non si e' provveduto a ripristinare la formulazione originaria dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (Legge 300 del 1970); non si e' abbandonato, in via definitiva, il programma per la produzione e l'acquisto dei cacciabombardieri F-35; si e' pervicacemente perseguita la riorganizzazione geografica della giustizia, determinando un'azione di desertificazione della presenza dello stato sul territorio nazionale.

Constatata, infine, la assoluta necessita' di un rapido superamento della emergenza finanziaria del Paese, la necessita' di un rilancio dell'economia secondo principi di giustizia ed equita' sociale, declinabili in base al criterio della proporzionalita' contributiva e della progressivita' tributaria; considerato essenziale il perseguimento del principio di legalita' e valutata l'ineludibilita' dell'efficienza del sistema giudiziario per il contrasto prioritario alla criminalita' organizzata, alla corruzione ed all'evasione fiscale e, quindi, per il progresso socio-economico del Paese; auspicando il necessario mutamento del vigente sistema elettorale, oltre che una drastica decurtazione dei costi della politica, a partire dalle Assemblee elettive; visto l'articolo 94 della Costituzione; visto l'articolo 161 del Regolamento del Senato della Repubblica; esprime la propria sfiducia al Governo presieduto dall'Onorevole Enrico Letta e lo impegna a rassegnare le proprie dimissioni nelle mani del capo dello Stato.

com-sgr/vlm

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