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pubblicato il 05/lug/2013 17:56

Governo: lobby, Cdm avvia esame ddl. Ecco come ci si regola nell'Ue

Governo: lobby, Cdm avvia esame ddl. Ecco come ci si regola nell'Ue

(ASCA) - Roma, 5 lug - Il Consiglio dei Ministri ha avviato questa mattina l'esame preliminare di un disegno di legge che istituisce ''l'Elenco dei portatori di interessi particolari'', i cosiddetti lobbisti. Un testo, e' stato spiegato, che si pone come obiettivo quello di ''assicurare la trasparenza dei processi decisionali pubblici attraverso la regolamentazione organica dell'attivita' svolta dai gruppi di interesse (le lobby), persone fisiche o giuridiche che rappresentano professionalmente interessi leciti, anche di natura non economica, al fine di influenzare il decisore pubblico''.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha riferito, al termine della riunione di governo, di aver dato ''mandato al ministro Moavero di fare un esame comparato con i principali paesi europei'' perche' la ''questione chiave'' per definire questo tipo di legge e' ''fare in modo che le indicazioni su cui ci stiamo muovendo siano compatibili con le normative degli altri Paesi e con quella dell'Ue''.

L'Unione europea nel corso degli anni si e' posta il problema di dare un minimo di regolamentazione all'attivita' di tutti quei soggetti che svolgono la cosiddetta attivita' di lobbying. Anche perche' le istituzioni europee sono tra le entita' governative piu' influenzate dalle lobby, attraverso l'azione dei circa 2.600 gruppi di pressione che lavorano al fianco di parlamentari, funzionari, assistenti, giornalisti e commissari. Un totale di 55 mila persone attive in un centinaio di studi legali, oltre 150 societa' di consulenza (public affairs consulting) e di pubbliche relazioni, decine di think tank, Ong, sindacati. I lobbisti presso l'Unione Europea si dividono generalmente in tre categorie: associazioni industriali, organizzazioni non governative(ONG)-gruppi di interesse e rappresentanze regionali. La regolamentazione dell'attivita' di lobbying da parte dell'Unione Europea rappresenta, secondo i dirigenti e i politici comunitari, la garanzia per la trasparenza delle istituzioni durante il processo decisionale. Una iniziale regolamentazione si e' avuta nel 2008 quando la Commissione ha istituito un primo registro in cui i lobbisti erano tenuti ad iscriversi. Successivamente si e' deciso di istituire un registro comune a Commissione e Parlamento nel quale far confluire i dati di qualunque ''organizzazione o professionista autonomo che operi per influenzare l'elaborazione e l'attuazione della politica dell'Unione europea''. Le attivita' svolte a questo fine possono essere le piu' diverse: contatti con membri delle istituzioni o con funzionari delle stesse, predisposizione e diffusione di materiale informativo, organizzazione di eventi e incontri e altro ancora. I soggetti iscritti al registro hanno l'obbligo di fornire informazioni specifiche sulla loro struttura e sulla loro attivita', ad esempio indicando il numero dei dipendenti che esercitano l'attivita' di lobbying, le principali proposte legislative che hanno sostenuto e gli importi dei finanziamenti dell'Unione che hanno ricevuto.

Dall'iscrizione discende anche l'obbligo di rispettare uno specifico codice di condotta comune, costituito da otto norme, che disciplina il comportamento che devono assumere i rappresentanti di interessi: 1) indicare il proprio nome e l'organismo per il quale lavorano o che rappresentano; 2) presentarsi fornendo informazioni corrette al momento della registrazione al fine di non indurre in errore i terzi o il personale dell'UE; 3) dichiarare gli interessi e, se del caso, i clienti o i membri che essi rappresentano; 4) garantire che, per quanto a loro conoscenza, le informazioni fornite sono obiettive, complete, aggiornate e non fuorvianti; 5) non ottenere e non cercare di ottenere informazioni o decisioni in maniera disonesta; 6) non indurre funzionari dell'UE a contravvenire alle disposizioni e alle norme di comportamento ad essi applicabili; 7) qualora lavorino per loro degli ex funzionari dell'UE, rispettare l'obbligo di questi ultimi ed uniformarsi al loro statuto; 8) attenersi alle norme e agli obblighi in materia di riservatezza ad essi applicabili. E' previsto un sistema di controllo e di sanzioni da applicare in caso di registrazione errata e/o di violazione del codice di condotta.

fdv

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