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pubblicato il 12/feb/2014 20:38

Governo: Letta sfida Renzi, cosa vuoi fare? Leader Pd, te lo dico domani

Governo: Letta sfida Renzi, cosa vuoi fare? Leader Pd, te lo dico domani

(ASCA) - Roma, 12 feb 2014 - Enrico Letta non arretra di un passo e chiede a Matteo Renzi, accreditato con forza in queste ore di puntare a scalzarlo da Palazzo Chigi, di dire chiaramente ''alla luce del sole'' quello che vuole fare. Il segretario del Pd non si scopre e assicura che ''quello che dovro' dire lo diro' domani'' nella Direzione del partito, convocata alle 15. Anche se sembra esserci irritazione per le parole di Letta. Quello che doveva essere il giorno della resa dei conti, dopo l'incontro tra il premier e il sindaco questa mattina a Palazzo Chigi, si conclude con un rinvio a domani. Anche se, dopo le pressioni esercitate - piu' o meno direttamente - dalle truppe renziane e dalla sinistra del Pd per un suo passo indietro, Letta ha rimandato la palla nel campo avversario. Una sorta di riproposizione del famoso ''che fai, mi cacci?'', detto da Gianfranco Fini a Silvio Berlusconi. Con la sola differenza che l'allora leader di An era oggettivamente in una posizione di debolezza - e fini' per essere realmente cacciato - mentre il premier ha dalla sua comunque una parte del partito ed e' alla guida del Paese. Ma soprattutto, non dimettendosi per ora, ha passato il cerino in mano al 'rottamatore' lasciando intendere - con la scelta evidentemente strategica di presentare questo pomeriggio il piano chiamato 'Impegno Italia' (di fatto il programma del suo governo per i prossimi mesi, intorno al quale chiama a raccolta le forze di maggioranza) - che se questo non dovesse essere realizzato la responsabilita' politica ricadrebbe esclusivamente su Renzi e su quella parte del Pd che lo sostiene. Una mossa, quella di Letta, che mette senza dubbio in difficolta' il segretario, chiamato domani si' a contrastare la linea del presidente del Consiglio, se l'obiettivo e' quello di andare a Palazzo Chigi, ma senza spaccare il partito e soprattutto avere ricadute di immagine nel Paese. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano bolla come ''sciocchezze'' le ipotesi di crisi (con conseguenti elezioni anticipate) legate allo scontro tra i due leader, ribadendo il suo totale impegno per una soluzione incruenta della semi-crisi che si e' venuta a creare. Un atteggiamento che si sposa con lo spirito assunto da Letta, che oggi - durante la presentazione alla stampa di 'Impegno Italia' - ribadisce di ''essere sereno, anzi zen. Se andasse male questa vicenda penso che potrei andare in qualsiasi posto ad insegnare pratiche zen''. In ogni caso il premier, quasi a voler mettere in ulteriore difficolta' Renzi lasciando a lui la responsabilita' di una eventuale crisi di governo, sembrerebbe anche pronto - ascoltato il discorso del segretario domani in Direzione - a parlamentarizzare la crisi, chiedendo a Napolitano di rinviarlo alla Camere per la fiducia, oppure proporre un Letta bis, nel senso di un governo completamente nuovo, fuori da ogni idea di rimpasto. Una responsabilita' che comunque Renzi, secondo quanto emerge in queste ore, sembrerebbe pronto ad assumersi chiedendo al premier - vista l'inconsistenza del piano presentato, viene detto - un passo indietro. E' insomma scontro e solo domani si sapra' chi l'avra' vinta sull'altro, con il rischio oggettivo di riproporre il dilemma sulla credibilita' del sistema Italia. ECCO ''IMPEGNO ITALIA'' - Un documento di 58 pagine per rilanciare l'azione di governo, di un nuovo governo, attraverso l'impegno su 7 priorita': Europa, lavoro, imprese, famiglie e persone, istruzione, pubblica amministrazione e legalita'. E' 'Impegno Italia', la proposta per un nuovo patto di coalizione presentata oggi dal presidente del Consiglio, Enrico Letta. Nel testo, pubblicato sul sito della presidenza del Consiglio, si toccano temi che vanno dal taglio del cuneo fiscale alla conciliazione lavoro-famiglia, dalle coppie di fatto alle norme sul falso in bilancio. In testa al documento anche l'Europa, con la richiesta italiana di revisione delle regole di bilancio nel 2014. Questi, in sintesi, i principali punti. - Lavoro. Introdurre il contratto di inserimento a tutele progressive, promuovere nuova occupazione a tempo indeterminato; rafforzare le politiche attive per il lavoro; adottare il Codice del lavoro semplificato, riformare gli ammortizzatori sociali e intervenire a favore degli esodati; favorire l'applicazione dell'accordo tra le parti sociali in tema di rappresentanza; sostenere il Terzo settore. - Persone. Favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; potenziare il Fondo per i nuovi nati; rivedere gli strumenti di sostegno economico alle famiglie; regolare i diritti delle coppie conviventi; realizzare il Sostegno all'inclusione attiva; intervenire sul disagio abitativo; adottare il nuovo Patto della Salute; rafforzare la lotta al gioco d'azzardo patologico; sostenere la pratica sportiva; riformare la legge sulla cittadinanza, secondo il principio dello ius soli. - Istruzione. Riformare i cicli scolastici (inizio a 5 anni per finire a 18); introdurre criteri piu' stringenti di valutazione e valorizzazione del merito; garantire la sicurezza e l'adeguatezza delle strutture scolastiche; reclutare nuovi insegnanti e superare il precariato; riformare il sistema di finanziamento delle universita' e promuovere il diritto allo studio universitario. - Fisco. Ridurre le tasse sul lavoro a favore di famiglie e imprese; ridurre gli adempimenti fiscali e assicurarne la chiarezza; rafforzare la lotta all'evasione con il contrasto di interessi e accelerare il rientro dei capitali illegalmente esportati all'estero. - Pubblica amministrazione. Rafforzare il processo di revisione della spesa pubblica, ridurre l'amministrazione periferica dello Stato, realizzare le citta' metropolitane; snellire le procedure di maggiore impatto economico-sociale, tagliare concerti, intese, pareri; riformare la dirigenza pubblica; rafforzare il sistema delle Autorita' indipendenti di vigilanza e di regolazione. - Imprese. Sostenere l'accesso al credito, potenziare le garanzie pubbliche e gli incentivi a investire nell'economia reale; completare il pagamento dei debiti della P.A; ridurre il costo dell'energia; sostenere i processi di innovazione e di ricerca e sviluppo; rilanciare le liberalizzazioni, in particolare dei servizi pubblici locali; realizzare il piano delle privatizzazioni; sostenere i processi di internazionalizzazione ed export delle imprese italiane; semplificare gli adempimenti per le imprese. - Investimenti. Riformare il Patto di Stabilita' interno; assicurare il pieno utilizzo dei fondi strutturali 2007-2013 e dare avvio al nuovo ciclo 2014-2020; aumentare le risorse per le infrastrutture, rilanciare gli investimenti nel settore idrico, completare le opere connesse a Expo 2015. - Territorio. Realizzare l'Agenda verde per il Paese; aumentare la competitivita' del settore agricolo. - Cultura e turismo. Riformare l'intera governance del sistema turistico; rafforzare la gestione economica dei beni artistici e culturali. - Legalita'. Ridurre i tempi della giustizia civile e penale; ridefinire la disciplina per la prevenzione e repressione della criminalita' organizzata, compresa la gestione economica dei beni confiscati; disciplinare le lobby e i conflitti di interesse e rafforzare la normativa penale del falso in bilancio; realizzare il piano carceri. - Innovazione. Definire un piano nazionale di infrastrutture digitali; rafforzare il sistema di sanita' elettronica; attuare ed estendere la fatturazione elettronica e incentivare l'uso della moneta elettronica; realizzare il Sistema Pubblico di Identita' Digitale (SPD) e avviare l'Anagrafe Nazionale Popolazione Residente (ANPR).

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