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pubblicato il 29/apr/2013 18:07

Governo: Letta, maggioranza un'eccezione nata da eccezionale esito urne

Governo: Letta, maggioranza un'eccezione nata da eccezionale esito urne

(ASCA) - Roma, 29 apr - Il rispetto delle scelte eccezionali che la politica italiano ha fatto in queste settimane (dalla storica rielezione del capo dello Stato alla singolare maggioranza che sostiene il neonato governo) per rispondere ad una convergenza di casi eccezionali (le elezioni senza vincitori, la drammatica crisi economico-finanziaria che ha investito l'intero pianeta, l'inderogabile necessita' di riforme istituzionali) viene chiesto dal presidente del Consiglio Enrico Letta, nel suo discorso programmatico alla Camera.

''Credo che non sia facile votare insieme da posizioni cosi' eterogenee - dice Letta - ma proprio per questo credo che questa sia una scelta che meriti rispetto anche da chi non la condivide perche' non e' motivata dall'interesse particolare ma da principi piu' alti di coesione nazionale''.

Per altro, rileva il premier, e' questo ''il senso del messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere''. A questo punto, continua, ''noi dobbiamo dare il nostro contributo a ricostruire un patto di fiducia, a ritrovare il senso di una missione comune. Come italiani - e' l'ammonimento di Letta - si vince o si perde tutti insieme''.

Per Letta ''sicuramente e' e deve essere un'eccezione la convergenza di forze politiche - Pd, Pdl e Scelta Civica - che si sono presentate come alternative alle elezioni''. Ma, nota il premier, altrettanto ''eccezionale e' che dalle urne, anche a causa della legge elettorale, non sia uscita alcuna maggioranza; e' eccezionale l'emergenza economica che il governo dovra' affrontare; e' eccezionale il fatto che sia necessario riscrivere alcune regole costituzionali''. Di fronte a questo scenario ''credo quindi - sono parole di Letta - che le forze politiche che sostengono il governo stiano dimostrando un grande senso di responsabilita' e di attaccamento alle istituzioni''. Non si puo' infatti dimenticare, continua Letta, che ''vent'anni di attacchi e delegittimazioni reciproche hanno eroso ogni capitale di fiducia nei rapporti tra i partiti e l'opinione pubblica, che e' esausta, sempre piu' esausta, delle risse inconcludenti''.

E' per questo che Letta intende appellarsi alla ''responsabilita' dei partiti e dei movimenti perche' ritengo centrale il ruolo del Parlamento, con una continua interlocuzione con le forze politiche che non sostengono il Governo e con la creazione di luoghi permanenti di codecisione, ai quali partecipero' personalmente, tra il governo e le forze politiche che lo sostengono''.

Letta non ha dubbi, l'appello alla responsabilita' e alla capacita' di trovare terreni di convergenza e' ''ancora piu' pressante nel nostro compito di riformare le istituzioni, anche perche' auspico che per la scrittura delle regole che riguardano la vita democratica di tutti il fronte si allarghi anche alle forze che non hanno intenzione di sostenere il governo in modo organico, che devono partecipare pienamente al processo costituente.Vedo oggi - rileva il premier - una via stretta ma possibile, per una riforma anche radicale del sistema istituzionale e del sistema politico''.

fdv

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